La Soprintendenza approva il progetto per recuperare quello che è considerato il primo orologio digitale pubblico al mondo, realizzato nel 1935 e oscurato da oltre vent'anni.

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha rilasciato a Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) l'autorizzazione ufficiale per il restauro dello storico orologio situato all'interno della biglietteria, nella sala d'aspetto della stazione di Firenze Santa Maria Novella. La svolta è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa da Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra Progetto Comune, e dal cittadino fiorentino Riccardo Sacchettini, quest'ultimo promotore di una lunghissima mobilitazione per salvare il prezioso pezzo di storia.

Progettato dall'architetto Nello Baroni e realizzato da Remigio Solari nel 1935, l'apparecchio è considerato a tutti gli effetti il primo orologio digitale pubblico della storia del mondo, insieme al suo "gemello" posizionato sul tetto della stazione ferroviaria, che si trova tuttora in funzione. Nonostante il suo immenso valore storico e di design, il meccanismo interno era stato oscurato subito dopo il 2000, in concomitanza con i lavori di sostituzione dei vecchi teleindicatori a palette con i moderni pannelli a led e a cristalli liquidi.

La strada per ottenere il via libera non è stata semplice. La prima segnalazione formale inoltrata a Rfi da parte di Sacchettini risale infatti al 2012. Successivamente, nel 2024, la battaglia è sbarcata sui canali social e ha trovato una sponda politica in Consiglio comunale grazie a Palagi, che attraverso diverse interrogazioni ha portato all'approvazione di una mozione all'unanimità. Dopo una successiva fase di stallo, l'istanza è stata sbloccata definitivamente grazie al coinvolgimento del Difensore civico della Regione Toscana e a mirate segnalazioni inviate al Ministero della Cultura e al Quirinale.

Il progetto di restauro, che sarà interamente a carico di Rfi, ha finalmente incassato il parere favorevole della Soprintendenza. Sebbene le tempistiche esatte dell'intervento debbano ancora essere formalizzate, i promotori auspicano che si tratti di un restauro puramente conservativo. Dal canto suo, la politica locale chiede ora un impegno concreto: Palagi ha infatti invitato la sindaca e la giunta comunale a monitorare attentamente l'iter, affinché Rfi comunichi al più presto la data di inizio dei lavori e non lasci cadere nel vuoto l'autorizzazione ottenuta.

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