La Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne per il disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009, rigettando i ricorsi dei dodici imputati rimasti nel procedimento. Confermata anche la pena di cinque anni di reclusione per l'ex amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti, che dovrà scontare la pena. Il suo legale ha definito la decisione «profondamente ingiusta», sostenendo l'estraneità dell'ex manager ai fatti.
La sentenza arriva dopo un lungo percorso giudiziario, durato quasi tredici anni e articolato in sette processi tra primo grado, appello e Cassazione. Nel disastro morirono 32 persone e centinaia rimasero ferite a causa dell'esplosione provocata dalla fuoriuscita di Gpl da un carro cisterna deragliato nei pressi della stazione di Viareggio.
Soddisfazione, pur accompagnata dall'amarezza, tra i familiari delle vittime. Daniela Rombi, presidente dell'associazione "Il Mondo che Vorrei", ha criticato il mancato avviso dell'udienza, mentre l'avvocato di parte civile Tiziano Nicoletti ha sottolineato: «La verità la sapevamo, ma a questo punto c'è anche la verità giudiziaria». Per i familiari il riconoscimento delle responsabilità rappresenta il punto conclusivo di una vicenda iniziata quasi diciassette anni fa. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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