La nuova Fiorentina riparte dalle sue certezze, ma nessuna sembra davvero intoccabile. Se da un lato Nicolò Fagioli è destinato a diventare uno dei punti di riferimento del centrocampo e Moise Kean resta il centravanti su cui costruire il futuro, anche se un'offerta irrinunciabile potrebbe cambiare gli scenari, dall'altro il nodo più delicato riguarda la porta.
David De Gea, protagonista della scorsa stagione con interventi decisivi, non è certo della permanenza in viola. Il suo ingaggio, da circa tre milioni di euro netti a stagione, pesa sui conti di una Fiorentina che, senza le coppe europee, dovrà ridurre i costi. A questo si aggiungono valutazioni tecniche: l'arrivo del nuovo preparatore dei portieri Claudio Filippi punta a rilanciare lo spagnolo, apparso in alcuni momenti meno coinvolto rispetto alle aspettative. Se la scintilla dovesse tornare, De Gea potrebbe restare un punto fermo. In caso contrario, l'addio diventerebbe un'ipotesi concreta.
Per questo la dirigenza si sta guardando intorno. I nomi di Christos Mandas e Wladimiro Falcone sono tra quelli monitorati, ma la strategia del club è influenzata anche dal progetto legato a Tommaso Martinelli. Il giovane portiere dovrebbe andare ancora in prestito per maturare esperienza, con l'obiettivo di raccogliere l'eredità della porta viola dalla stagione successiva. Una prospettiva che spinge Fabio Paratici a evitare investimenti troppo onerosi per un eventuale sostituto di De Gea.
Intanto dall'Inghilterra continuano a rincorrersi le indiscrezioni su un possibile ritorno dello spagnolo al Manchester United. Al momento, però, non risultano offerte ufficiali. La sensazione è che il futuro della porta viola rappresenti uno dei rebus più importanti dell'estate, destinato a essere risolto solo nelle prossime settimane.
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