'Continueremo a lavorare per il rafforzamento della sanità territoriale'

"E' stata una grande soddisfazione, certificare 70 case di comunità sono state un impegno importante, molto spinto dal Pnrr, ma da realizzare in tempi molto rapidi e soprattutto da popolare con un tetto di spesa e con un tetto assunzionale che pesano molto. Però non ci fermiamo, ne apriremo altre 10 entro la fine dell'anno e continueremo a lavorare per il rafforzamento della sanità territoriale". Lo ha detto Monia Monni, assessore alla salute e alle politiche sociali intervenendo a 'Ripartire dai territori. Sanità, sociale e la sfida dell'integrazione', la giornata di confronto dedicata al futuro dell'integrazione socio-sanitaria e al ruolo strategico dei territori, organizzata dalla Regione e Anci Toscana a Firenze.
    
Per Monni "è un cambio di modello radicale, il sistema sanitario nazionale quando è nato aveva la missione di curare bene le persone, lo ha fatto aumentando molto la specializzazione con una visione ovviamente 'ospedalocentrica'. Oggi, con i cambiamenti che sono in corso a partire da quello demografico, è evidente che il modello ha bisogno di essere rivisto e che i bisogni legati alla cronicità, quindi quelli della vita che si allunga, devono essere gestiti sul territorio". Per Monni, le case di comunità "saranno nodi di una rete che deve essere sempre più interconnessa e lo sforzo dal punto di vista organizzativo è quello di far dialogare ogni punto di accesso del sistema, quindi le case della comunità con gli ospedali, ma anche con il pronto soccorso, con l'Rsa con i medici di medicina generale"
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