Dipartimenti Scienze per Economia e Impresa e Matematica e Informatica lanciano Babeling

C'è la truffa dell'amministratore delegato che si presenta con un video credibile fatto dall'AI. Quella del finto parente che chiama chiedendo urgentemente una somma di denaro perché si trova in difficoltà. Oppure la nuova frontiera del phishing, con un messaggio che annuncia che il proprio curriculum è stato selezionato e che bisogna inserire dati personali a un certo link. Per provare a rispondere all'evoluzione delle truffe digitali, l'Università di Firenze ha lanciato Babeling, il podcast del Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa (Disei) e del Dipartimento di Matematica e Informatica (Dimai), centrato su tematiche che spaziano dall'IA alla tecnologia basata su registri distribuiti e, in particolare, alla blockchain.
    
Nel farlo, con un appuntamento nell'Aula Magna del Dipartimento di Fisica e Astronomia, a Sesto Fiorentino (Firenze), ha chiamato a raccolta esperti come Eva Claudia Cosentino, dirigente del Centro operativo per la sicurezza cibernetica per la Toscana: "Non esiste ad oggi - ha detto - un programma alla portata di un cittadino comune capace di smascherare un deepfake con certezza. L'AI ha alzato il tiro nelle truffe digitali, ma è ancora possibile proteggersi, se aumentiamo il tasso di consapevolezza collettiva".

Il podcast, verticalmente dedicato all'IA e alla blockchain, si propone come strumento utile per allenare quella che il professor Mauro Lombardi, cofondatore di Babel, definisce "l'intelligenza naturale, in risposta a quella artificiale". Per supportarlo è stata lanciata una campagna di crowdfunding, attiva sulla piattaforma Ideaginger nell'ambito del programma Unifi Extra+ 2026, dove il progetto si è classificato secondo con 86 punti su 100. L'obiettivo iniziale di 5.000 euro è già stato raggiunto e raddoppiato dall'Ateneo, che porta a 10.000 euro le risorse destinate alla produzione. La campagna resta aperta fino al 18 luglio.

"Certe conoscenze — spiega Filippo Zatti, coordinatore del progetto — sono troppo grandi per una persona sola. Adesso il progetto può smettere di essere soltanto nostro, per cominciare a diventare di chi lo sostiene". Cosentino ha evidenziato come le truffe digitali colpiscano trasversalmente, dai cittadini alle aziende, passando per gli enti pubblici. Ma il suggerimento più controintuitivo riguarda cosa fare dopo essere caduti in una truffa: l'istinto porta a bloccare tutto e cancellare ogni traccia, ma è proprio l'errore peggiore.

Bisogna invece cristallizzare le prove con screenshot, conservare ogni dato sull'interlocutore e denunciare tempestivamente: a volte, ha ricordato Cosentino, le somme sottratte si recuperano, in tutto o in parte.
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