Interruzioni a macchia di leopardo in diversi quartieri. L’Ordine degli ingegneri chiede infrastrutture più resilienti, E-Distribuzione annuncia investimenti

Blackout a macchia di leopardo in diversi quartieri di Firenze, con interruzioni della corrente che in alcuni casi sono durate pochi minuti e in altri diverse ore. Le segnalazioni sono arrivate da Coverciano, Gavinana, Oltrarno, Statuto e Rifredi, in giornate segnate da temperature vicine ai 40 gradi e da un forte utilizzo dei climatizzatori.

A pagare il prezzo più alto sono anche le attività commerciali, in particolare i ristoranti. Secondo Confcommercio, un blackout può provocare perdite tra i 2mila e i 5mila euro in una sola giornata, tra incassi sfumati, alimenti da buttare e personale comunque da retribuire. Il problema diventa ancora più grave se l’interruzione avviene durante il servizio, con cucine bloccate e clienti già seduti ai tavoli.

Sulla questione è intervenuto anche l’Ordine degli ingegneri di Firenze. «Le interruzioni dell’erogazione di energia elettrica registrate in questi giorni, per quanto circoscritte nello spazio e nel tempo, rappresentano un segnale che non può essere sottovalutato», hanno spiegato Stefano Corsi, coordinatore della commissione Ambiente ed Energia dell’Ordine, e Francesco Grasso, componente della commissione e docente di Smart Grid all’Università di Firenze.

Secondo gli ingegneri, non si tratta soltanto dell’aumento dei consumi legato all’uso dei climatizzatori. Le temperature estreme e prolungate mettono sotto stress soprattutto le infrastrutture più datate. «Il cambiamento climatico impone quindi un salto di qualità nella pianificazione degli investimenti: è necessario rendere il sistema elettrico più resiliente», hanno aggiunto Corsi e Grasso.

E-Distribuzione, società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione, assicura che gli investimenti previsti a Firenze vanno proprio nella direzione di un sistema più resistente alle nuove condizioni climatiche. Tra gli interventi citati ci sono la cabina primaria Sodo Careggi, nuove dorsali interrate, attività del Piano Resilienza e ulteriori investimenti sulle reti interrate cittadine. Secondo la società, la situazione sta comunque andando verso la normalizzazione. Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies