Nuove incognite sui lavori al ponte da Verrazzano, infrastruttura decisiva per il completamento della linea tramviaria Libertà-Bagno a Ripoli. L’ingegnere Salvatore Giacomo Morano, incaricato della super perizia, è ancora in attesa degli ultimi risultati prima del verdetto finale, ma dagli elementi raccolti finora avrebbe parlato di “lavori importanti”. Il quadro definitivo è atteso entro fine luglio, ma intanto cresce il timore di possibili ritardi e anche di uno stop totale alle auto.
A complicare il percorso potrebbe essere anche il passaggio dalla Soprintendenza, tema sollevato in aula dal consigliere Massimo Sabatini della lista Schmidt. «L’interesse del ponte è tecnico ma anche storico, architettonico e culturale», ha osservato Sabatini, sottolineando la necessità di tutelare un’opera che non può essere modificata soltanto sulla base di pianificazioni ritenute sbagliate.
A spiegare il valore del ponte è Emanuele Masiello, funzionario architetto della Soprintendenza di Firenze, intervenuto a titolo personale. Il ponte da Verrazzano, ha ricordato, è stato dichiarato di rilevante interesse storico artistico nell’ambito di una ricerca del ministero della Cultura, della Regione e della Fondazione Michelucci sulle opere significative del secondo Novecento. Secondo Masiello, l’opera possiede pregi progettuali importanti, dal basso impatto visivo sull’Arno alle soluzioni architettoniche pensate per creare un rapporto diretto con l’acqua.
Il coinvolgimento della Soprintendenza scatterebbe in caso di modifiche permanenti dell’opera, come un ispessimento dell’impalcato o interventi sulle parti in acciaio. I tempi dipenderanno dal progetto che il Comune presenterà e dalla procedura scelta: si potrebbe andare da almeno 20 giorni per una procedura semplificata fino a circa 45 giorni in caso di autorizzazione ordinaria.
Intanto i commercianti della zona sono sempre più preoccupati. Tra via Orsini, via Poggio Bracciolini, viale Amendola, piazza Beccaria e via Gioberti il cantiere della tramvia ha già ridotto passaggi, parcheggi e clienti. «La strada è morta e la chiusura del ponte sarebbe la mazzata finale», protesta Massimo Peri. Altri esercenti denunciano cali fino al 70% degli incassi e chiedono tempi certi, più informazione e soluzioni per limitare i danni.
Il timore diffuso è che, dopo mesi di disagi legati ai cantieri, un intervento pesante sul ponte possa aggravare ulteriormente la situazione. «Non c’è più passaggio né di persone né di macchine», raccontano alcuni negozianti, mentre altri chiedono almeno la riapertura di assi alternativi e maggiori agevolazioni per le attività penalizzate dai lavori. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














