La collaborazione tra i due club scatena le proteste dei tifosi. Fancelli: «È un'intesa di mutuo soccorso, la contestazione mi spinge a fare ancora meglio»

L'accordo tra Antella e Grassina, nato per sostenere le ambizioni sportive di entrambe le società, ha provocato una dura reazione delle rispettive tifoserie. L'intesa prevedeva la condivisione del centro sportivo in cambio del sostegno economico necessario al Grassina per presentare la domanda di ripescaggio in Serie D. Una soluzione che, però, si è scontrata con la storica rivalità tra le due piazze.

Le Brigate Rossoverdi del Grassina hanno espresso la propria contrarietà con un duro comunicato, mentre ad Antella sono comparsi striscioni di protesta contro il presidente Gregory Fancelli. L'imprenditore difende l'intesa: «Con il presidente del Grassina c'è un rapporto di rispetto e amicizia. L'accordo che abbiamo trovato è di mutuo soccorso, dovrebbe essere valorizzato e non criticato». E sugli striscioni aggiunge: «La contestazione non mi spaventa, è uno stimolo a fare ancora meglio».

Dopo le proteste, i due club hanno rivisto l'accordo. Nella prossima stagione l'Antella utilizzerà lo stadio Pazzagli soltanto per le partite della prima squadra e della formazione Juniores, mentre gli allenamenti si svolgeranno in un'altra sede. Una soluzione che evita la condivisione quotidiana dell'impianto, ritenuta inaccettabile da una parte della tifoseria del Grassina.

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