I cittadini: «E se fosse scoppiato un incendio?». Casini presenta un’interrogazione

Due estati di cantieri, una strada più volte chiusa per il rifacimento della rete idrica e fognaria e, alla fine, la scoperta che un idrante antincendio sarebbe rimasto scollegato dalla rete dell’acqua per oltre un anno.

È la vicenda segnalata da alcuni residenti di via Bolognese, che hanno inviato una lettera alla nostra redazione per denunciare una situazione che definiscono «grave» e che riguarda un tratto di strada dove, oltre alle abitazioni, sono presenti una scuola, un distributore di carburante e numerose attività.

Secondo quanto riferiscono i cittadini, i lavori eseguiti da Publiacqua si erano conclusi nell’agosto del 2025. Nei giorni scorsi, però, la strada è stata nuovamente interessata da uno scavo. Il motivo? Collegare alla rete idrica un idrante che, sempre secondo quanto segnalato dai residenti, non sarebbe mai stato allacciato al termine del precedente intervento.

«Non vogliamo nemmeno immaginare cosa sarebbe potuto accadere in caso di incendio – scrivono i cittadini –. Abbiamo sopportato per due anni i disagi dei cantieri pensando che, una volta conclusi, tutto fosse stato realizzato a regola d’arte. Scoprire oggi che un idrante era inutilizzabile lascia sgomenti. La domanda è semplice: chi ha controllato che i lavori fossero stati eseguiti correttamente?».

Una vicenda che ora approda anche a Palazzo Vecchio. Il consigliere comunale Francesco Casini, capogruppo di Italia Viva – Casa Riformista, ha infatti depositato un’interrogazione urgente per chiedere all’Amministrazione comunale di ricostruire quanto accaduto.

Casini chiede se il Comune fosse a conoscenza della mancata attivazione dell’idrante, per quanto tempo il dispositivo sia rimasto effettivamente fuori servizio, quali verifiche siano state effettuate al termine dei lavori e se siano state accertate eventuali responsabilità. Nell’interrogazione il consigliere domanda inoltre quali misure saranno adottate per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi e per garantire controlli più rigorosi al termine degli interventi sui sottoservizi.

Adesso si attendono le risposte dell’Amministrazione comunale e dei soggetti coinvolti nei lavori, per chiarire se l’idrante sia rimasto realmente inutilizzabile per oltre un anno e, soprattutto, come sia stato possibile che un’infrastruttura essenziale per la sicurezza pubblica sia sfuggita ai controlli.
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