Lo ha fatto sin dal giorno in cui ha accettato l’incarico della Fiorentina, prendendo qualche abbaglio come con Fabbian e Brescianini, non avendo grande successo con Rugani ed Harrison, trovando in Solomon qualche sprazzo di quello che a quella squadra mancava. Lo ha dovuto fare da remoto, senza sapere realmente cosa c’era che non andava in una Fiorentina che era partita per andare in Champions, ma che quando accettò era più ultima di un’ultima che è stra-ultima in classifica.
Mr. Fabio ha risolto svariati problemi, soprattutto quelli che non erano granché visibili, trasformando uno spogliatoio in cui volavano gli stracci in uno che avesse un minimo di unità che permettesse di salvare la baracca. Cioè quelle questioni che non erano legati solamente all’acquisto di un giocatore, magari dando serenità a Tizio e Caio, fiducia a Sempronio, legittimando Vanoli e facendo quello che poi, pian piano, ha iniziato a fare solamente da pochi giorni: rivoluzionare tutto. O quasi.
Mr. Fabio ha risolto problemi, è andato a rifare la squadra scouting, ha ridato internazionalità alla Fiorentina e ha dato garanzie ad accettare il club viola a gente che a gennaio l’aveva spernacchiata come Dragusin. Si è fatto dare le chiavi del Viola Park e della Fiorentina. Adesso ‘comanda’ lui, o meglio dirige lui. Un uomo di calcio, quello che Pradè non era più riuscito ad essere ormai da tempo.
Ed ecco Viery, poi Dragusin, Koleosho e Thorstvedt. Oltre a tre ragazzi per le giovanili che promettono un gran bene. E non è finita qui. Ovviamente ci sarà da rientrare di investimenti già importanti. Ma Mr. Fabio ha già risolto vari problemi, trovando un accordo con Pioli per la risoluzione del contratto, mandando via Beltran, Martinelli e Kouadio a giocare ad Avellino e prendendo un tecnico con cui ha grande sintonia come Grosso. Cosa che, per quanto possa apparire scontata, alla Fiorentina è in gran parte mancata nel ciclo precedente, portando a compravendite di giocatori in totale disallineamento tra allenatore e squadra mercato. Ma questo è il passato.
La Fiorentina aveva problemi dietro sulle palle inattive? Ottimo, si cambiano i centrali. Ed ecco Dragusin e Viery, bei marcantoni forti sulle palle alte. Nonostante gli investimenti di gennaio nessuno degli interni riusciva a fare le due fasi? Bene, si prende Thorstvedt. Servono esterni offensivi? Ottimo, vai con Koleosho più almeno altri due che potrebbero essere nella seguente lista: Bakayoko, Lang, Cancellieri, il giovane svedese Bjerkebo, Zeghrova, Laurienté, Volpato. Più vari ed eventuali, tra cui il ritorno di Solomon a sconto.
Dodo e Gosens hanno fatto male? Embé, ci pensa Mr. Fabio, pronto a sostituirli con obiettivi come Norton-Cuffy e Ruggeri. Difficili? Sì, certo. Altrimenti lo avrebbe potuto fare anche un dirigente qualunque. Poi ci sarà da sbrogliare la matassa delle uscite, da rivedere il centrocampo e decidere che fare con De Gea. Problemi? Ci pensa Mr. Fabio.
Mr. Fabio ha risolto svariati problemi, soprattutto quelli che non erano granché visibili, trasformando uno spogliatoio in cui volavano gli stracci in uno che avesse un minimo di unità che permettesse di salvare la baracca. Cioè quelle questioni che non erano legati solamente all’acquisto di un giocatore, magari dando serenità a Tizio e Caio, fiducia a Sempronio, legittimando Vanoli e facendo quello che poi, pian piano, ha iniziato a fare solamente da pochi giorni: rivoluzionare tutto. O quasi.
Mr. Fabio ha risolto problemi, è andato a rifare la squadra scouting, ha ridato internazionalità alla Fiorentina e ha dato garanzie ad accettare il club viola a gente che a gennaio l’aveva spernacchiata come Dragusin. Si è fatto dare le chiavi del Viola Park e della Fiorentina. Adesso ‘comanda’ lui, o meglio dirige lui. Un uomo di calcio, quello che Pradè non era più riuscito ad essere ormai da tempo.
Ed ecco Viery, poi Dragusin, Koleosho e Thorstvedt. Oltre a tre ragazzi per le giovanili che promettono un gran bene. E non è finita qui. Ovviamente ci sarà da rientrare di investimenti già importanti. Ma Mr. Fabio ha già risolto vari problemi, trovando un accordo con Pioli per la risoluzione del contratto, mandando via Beltran, Martinelli e Kouadio a giocare ad Avellino e prendendo un tecnico con cui ha grande sintonia come Grosso. Cosa che, per quanto possa apparire scontata, alla Fiorentina è in gran parte mancata nel ciclo precedente, portando a compravendite di giocatori in totale disallineamento tra allenatore e squadra mercato. Ma questo è il passato.
La Fiorentina aveva problemi dietro sulle palle inattive? Ottimo, si cambiano i centrali. Ed ecco Dragusin e Viery, bei marcantoni forti sulle palle alte. Nonostante gli investimenti di gennaio nessuno degli interni riusciva a fare le due fasi? Bene, si prende Thorstvedt. Servono esterni offensivi? Ottimo, vai con Koleosho più almeno altri due che potrebbero essere nella seguente lista: Bakayoko, Lang, Cancellieri, il giovane svedese Bjerkebo, Zeghrova, Laurienté, Volpato. Più vari ed eventuali, tra cui il ritorno di Solomon a sconto.
Dodo e Gosens hanno fatto male? Embé, ci pensa Mr. Fabio, pronto a sostituirli con obiettivi come Norton-Cuffy e Ruggeri. Difficili? Sì, certo. Altrimenti lo avrebbe potuto fare anche un dirigente qualunque. Poi ci sarà da sbrogliare la matassa delle uscite, da rivedere il centrocampo e decidere che fare con De Gea. Problemi? Ci pensa Mr. Fabio.
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