Sono 81 i nuovi carabinieri pronti a prendere servizio per potenziare i reparti territoriali della Toscana. Lo rende noto l'Arma spiegando che i nuovi arrivati, distribuiti su tutte e dieci le province toscane, vedono "un contingente di 13 militari destinato specificamente alla provincia di Firenze, con l'obiettivo primario di rafforzare i servizi di prossimità al cittadino".
Ai nuovi carabinieri, oggi alla caserma "Baldissera" di Firenze, il saluto del comandante della legione carabinieri Toscana Pierluigi Solazzo.
I nuovi carabinieri, che rientrano nel 2/o ciclo del 144/o corso formativo, "approdano ai reparti - si spiega - dopo aver concluso un rigoroso e intenso periodo di addestramento presso le Scuole allievi di Iglesias e Reggio Calabria. Avendo completato con successo il loro iter di preparazione, iniziano da oggi il loro servizio attivo sul campo. L'inserimento di queste nuove forze non è un'operazione isolata, ma si inquadra all'interno di una più ampia strategia dell'Arma - si spiega ancora -: garantire un presidio del territorio che sia costante, aderente alle necessità locali e sempre più efficace. L'impegno" punta "ad assicurare la necessaria continuità della sicurezza pubblica, andando a incrementare una presenza già consolidata sul territorio. L'attenzione delle istituzioni è rivolta in particolar modo ai paesi e ai piccoli borghi, dove una vicinanza ancora più forte e tangibile risulta fondamentale per accrescere concretamente la percezione di sicurezza da parte di tutta la popolazione regionale".
Ai nuovi carabinieri, oggi alla caserma "Baldissera" di Firenze, il saluto del comandante della legione carabinieri Toscana Pierluigi Solazzo.
I nuovi carabinieri, che rientrano nel 2/o ciclo del 144/o corso formativo, "approdano ai reparti - si spiega - dopo aver concluso un rigoroso e intenso periodo di addestramento presso le Scuole allievi di Iglesias e Reggio Calabria. Avendo completato con successo il loro iter di preparazione, iniziano da oggi il loro servizio attivo sul campo. L'inserimento di queste nuove forze non è un'operazione isolata, ma si inquadra all'interno di una più ampia strategia dell'Arma - si spiega ancora -: garantire un presidio del territorio che sia costante, aderente alle necessità locali e sempre più efficace. L'impegno" punta "ad assicurare la necessaria continuità della sicurezza pubblica, andando a incrementare una presenza già consolidata sul territorio. L'attenzione delle istituzioni è rivolta in particolar modo ai paesi e ai piccoli borghi, dove una vicinanza ancora più forte e tangibile risulta fondamentale per accrescere concretamente la percezione di sicurezza da parte di tutta la popolazione regionale".
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