Nell'ordinanza del gip emergono condizioni igienico-sanitarie gravissime. Prosegue il ricorso del Dap contro il sequestro di sette sezioni, mentre la politica torna a chiedere interventi urgenti

L'inchiesta della Procura di Firenze sul carcere di Sollicciano restituisce un quadro allarmante. Tra il 2023 e il 2026 sono stati presentati 446 reclami da parte dei detenuti, mentre nello stesso periodo si sono registrati sette suicidi e 195 tentativi di suicidio. Nell'ordinanza del gip Alessandro Moneti vengono descritte condizioni di forte degrado, con muffa, infiltrazioni, cimici, topi e gravi carenze strutturali che hanno portato al sequestro preventivo di sette sezioni e al trasferimento di oltre 200 detenuti.

Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha impugnato il sequestro davanti al Tribunale del Riesame, sostenendo che le celle possano essere considerate luoghi di lavoro. L'inchiesta, coordinata dalla pm Christine Von Borries, ipotizza violazioni delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e punta ad accertare eventuali responsabilità dei vertici dell'amministrazione penitenziaria. Tra le criticità segnalate figurano impianti elettrici pericolosi, intonaci che si staccano e perdite d'acqua, oltre alla mancata esecuzione di interventi nonostante le prescrizioni di Asl, vigili del fuoco e magistratura.

Resta inoltre gravissimo il problema del sovraffollamento: a fronte di 366 posti disponibili, i detenuti sono 581, con un tasso di affollamento del 160%. Secondo il giudice almeno 150 detenuti impiegati in attività lavorative operano in ambienti che non garantiscono i requisiti minimi di sicurezza. Intanto Sinistra Progetto Comune chiede un intervento immediato delle istituzioni e il ricorso a misure alternative alla detenzione per alleggerire la pressione sul penitenziario, evitando che il peso della situazione ricada su detenuti e personale. Lo scrive la Nazione. 

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