"Profonda preoccupazione" della giunta esecutiva dell'Anm della Toscana "per la gravissima situazione in cui versano gli istituti penitenziari della regione e, più in generale, dell'intero Paese. La recente direttiva con cui il provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria ha previsto, quale misura estrema e temporanea, la possibilità di ricorrere all'utilizzo di brandine e materassi collocati a terra per far fronte al costante afflusso di nuovi detenuti costituisce l'ennesimo segnale di una situazione ormai divenuta insostenibile".
"Il cronico sovraffollamento degli istituti, che segna il triste primato del 200% nel carcere di Lucca e che è ulteriormente aggravato dalle vicende che hanno interessato la casa circondariale di Sollicciano - prosegue l'Anm -, impone una riflessione non più rinviabile. Le difficoltà organizzative che quotidianamente investono il sistema penitenziario incidono sulle condizioni di vita delle persone detenute, sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria, del personale amministrativo e sanitario e di tutti coloro che operano negli istituti, oltre a compromettere la piena efficacia della funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.
La qualità di uno Stato di diritto si misura anche dalla capacità di assicurare che la pena sia eseguita nel rispetto della dignità della persona e dei principi costituzionali. Per questo motivo, il sistema penitenziario non può essere gestito esclusivamente attraverso strumenti emergenziali, ma richiede interventi strutturali, tempestivi e adeguatamente programmati". L'Anm Toscana auspica che tutte le istituzioni competenti "affrontino con urgenza una questione che non riguarda soltanto l'organizzazione degli istituti penitenziari, ma coinvolge direttamente l'effettività della giurisdizione, la sicurezza collettiva e la credibilità dello Stato nell'attuazione dei principi costituzionali".
"Il cronico sovraffollamento degli istituti, che segna il triste primato del 200% nel carcere di Lucca e che è ulteriormente aggravato dalle vicende che hanno interessato la casa circondariale di Sollicciano - prosegue l'Anm -, impone una riflessione non più rinviabile. Le difficoltà organizzative che quotidianamente investono il sistema penitenziario incidono sulle condizioni di vita delle persone detenute, sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria, del personale amministrativo e sanitario e di tutti coloro che operano negli istituti, oltre a compromettere la piena efficacia della funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.
La qualità di uno Stato di diritto si misura anche dalla capacità di assicurare che la pena sia eseguita nel rispetto della dignità della persona e dei principi costituzionali. Per questo motivo, il sistema penitenziario non può essere gestito esclusivamente attraverso strumenti emergenziali, ma richiede interventi strutturali, tempestivi e adeguatamente programmati". L'Anm Toscana auspica che tutte le istituzioni competenti "affrontino con urgenza una questione che non riguarda soltanto l'organizzazione degli istituti penitenziari, ma coinvolge direttamente l'effettività della giurisdizione, la sicurezza collettiva e la credibilità dello Stato nell'attuazione dei principi costituzionali".
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