Delegazione di garanti e istituzioni denuncia le condizioni della struttura. Criticità anche alla Dogaia di Prato, aggravate dal sovraffollamento

Una delegazione composta dal garante regionale dei detenuti Giuseppe Fanfani, dall'ex garante Franco Corleone, dall'abate di San Miniato Bernardo Gianni e da alcuni consiglieri regionali ha visitato il carcere di Sollicciano, denunciando condizioni di forte degrado. Gianni ha parlato di una "grande disumanizzazione" degli ambienti e della mancanza di educatori, figura ritenuta fondamentale per garantire il percorso di rieducazione previsto dalla Costituzione.

Durante il sopralluogo sono emerse numerose criticità, tra cui materassi giudicati inadeguati e la carenza di strumenti essenziali, come le lavatrici nella sezione femminile. Fanfani ha ribadito la necessità di potenziare la formazione professionale dei detenuti, coinvolgendo le imprese per favorire il reinserimento lavorativo al termine della pena.

Problemi analoghi riguardano anche il carcere della Dogaia di Prato. Il sindaco Matteo Biffoni e l'assessora regionale Alessandra Nardini hanno chiesto maggiori risorse per ristrutturare la struttura e aumentare il personale di polizia penitenziaria, sottolineando come il trasferimento di detenuti da Sollicciano abbia aggravato una situazione già segnata dal sovraffollamento.

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