Le nuove scoperte nell'area di Porta alla Croce potrebbero essere legate ai lavori diretti dal maestro nel Trecento. Gli archeologi propongono una giornata di visite

Gli scavi per la tramvia in piazza Beccaria continuano a restituire importanti testimonianze della Firenze medievale. Gli archeologi della Soprintendenza hanno riportato alla luce una nuova porzione della cerchia muraria e delle strutture difensive esterne a Porta alla Croce, tra cui una seconda arcata del ponte che attraversava l'antico fosso di San Gervasio e i resti dell'antiporta, l'area fortificata posta davanti all'ingresso della città.

Secondo la soprintendente Antonella Ranaldi e l'archeologo Michele Bueno, i nuovi ritrovamenti permettono di ricostruire con maggiore precisione un ambiente situato all'esterno delle mura, probabilmente destinato a funzioni difensive o alla riscossione delle gabelle. La struttura, già riconoscibile nella pianta del Bonsignori del 1584, nei secoli successivi fu utilizzata anche come ricovero per gli animali destinati al mercato che si svolgeva davanti a Porta alla Croce.

Tra le ipotesi più suggestive c'è quella che i lavori di ristrutturazione dell'antiporta, successivi all'alluvione del 1333, possano essere stati realizzati sotto la supervisione di Giotto, nominato nel 1334 sovrintendente alle opere pubbliche della città. Gli archeologi precisano che i ritrovamenti non rallenteranno i lavori della tramvia: le strutture saranno ricoperte entro una settimana, ma la Soprintendenza propone di organizzarne una visita pubblica prima della ricopertura. Lo scrive la Nazione. 

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