Per il turismo a Firenze nel 2026 "l'andamento è stato buono fino a tutta la fine del mese di giugno. Luglio sta rallentando leggermente, anche un po' agosto, però su settembre vediamo che comunque vi è una ripresa di una continuità che ci fa ben sperare su un 2026 molto incerto". Lo ha detto Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze, a margine dell'assemblea dell'associazione.
"Avevamo delle grandi paure, però possiamo essere moderatamente soddisfatti", ha aggiunto. A Firenze, ha detto Bechi, "c'è un tema dell'escursionismo giornaliero di quei 5,6 milioni di turisti che vengono dalla mattina alla sera, che prendono la tramvia a Villa Costanza e poi la prenderanno a Bagno a Ripoli, che pagano 1,70 euro utilizzando il trasporto pubblico locale sostenuto per quasi oltre 30 milioni dall'imposta di soggiorno pagata da chi invece nella città dorme".
In generale, ha sottolineato il presidente dell'associazione, "dovremmo organizzare meglio tutta la parte dei servizi dell'accoglienza, intesa come sistemi infrastrutturali. Questo è il tema, perché le realtà operative sono tutte molto molto professionalizzate. Dobbiamo lavorare molto sulla qualità del lavoro, abbiamo un tavolo a breve proprio su questo, per dare la possibilità a chi lavora di essere correttamente inquadrato nell'ambito dei contratti di riferimento maggiormente rappresentativi. Sono degli elementi importanti, perché quelli anche che lavorano per queste altre attività parallele che tipo di inquadramento hanno? Che tipo di sostegno hanno?".
"Avevamo delle grandi paure, però possiamo essere moderatamente soddisfatti", ha aggiunto. A Firenze, ha detto Bechi, "c'è un tema dell'escursionismo giornaliero di quei 5,6 milioni di turisti che vengono dalla mattina alla sera, che prendono la tramvia a Villa Costanza e poi la prenderanno a Bagno a Ripoli, che pagano 1,70 euro utilizzando il trasporto pubblico locale sostenuto per quasi oltre 30 milioni dall'imposta di soggiorno pagata da chi invece nella città dorme".
In generale, ha sottolineato il presidente dell'associazione, "dovremmo organizzare meglio tutta la parte dei servizi dell'accoglienza, intesa come sistemi infrastrutturali. Questo è il tema, perché le realtà operative sono tutte molto molto professionalizzate. Dobbiamo lavorare molto sulla qualità del lavoro, abbiamo un tavolo a breve proprio su questo, per dare la possibilità a chi lavora di essere correttamente inquadrato nell'ambito dei contratti di riferimento maggiormente rappresentativi. Sono degli elementi importanti, perché quelli anche che lavorano per queste altre attività parallele che tipo di inquadramento hanno? Che tipo di sostegno hanno?".
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