Don Alessandro Santoro interviene duramente sul caso degli affitti turistici negli immobili di Montedomini, definendolo «uno scandalo incredibile». Secondo il sacerdote è «inaccettabile» che abitazioni pubbliche siano state affidate a privati e società immobiliari per essere trasformate in alloggi turistici mentre «centinaia di famiglie cercano casa». Per Santoro, il diritto all'abitare dovrebbe essere il principio guida dell'azione pubblica.
Il sacerdote parla di una possibile responsabilità politica o, quantomeno, di un coinvolgimento istituzionale, sostenendo che Montedomini abbia assunto una gestione «più privatistica che solidale». «Quelle case andrebbero destinate ai poveri, ai fragili e alle famiglie che non riescono a sostenere gli affitti, non a chi punta sulla speculazione», afferma, invitando anche il Comune a chiarire la propria posizione dopo la battaglia contro gli affitti brevi.
Infine Santoro richiama l'omelia dell'arcivescovo Gherardo Gambelli per la festa di San Giovanni, ribadendo che le istituzioni dovrebbero avere come riferimento «gli esclusi e i poveri della città». Sulla posizione del rappresentante della Curia nel Cda di Montedomini, conclude: «Se ha avallato certe scelte è giusto che venga sostituito. Se invece si è opposto, allora è bene che resti e faccia da argine a decisioni sbagliate». Lo scrive la Nazione.
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