L'organismo internazionale valuta possibili impatti irreversibili sul centro storico patrimonio dell'umanità, mentre prosegue l'inchiesta giudiziaria con quindici indagati.

La controversa vicenda del cosiddetto "Cubo Nero", l'edificio edificato sull'area dell'ex Teatro Comunale di Firenze, valica i confini nazionali e arriva direttamente ai vertici dell'Unesco a Parigi. L'agenzia delle Nazioni Unite ha infatti deciso di avviare un proprio approfondimento sulla struttura per verificare se il progetto abbia compromesso in maniera irreversibile il valore storico e architettonico che ha reso il centro di Firenze sito protetto dal 1982.

Un portavoce dell'Unesco ha confermato la volontà di collaborare con le istituzioni italiane per preservare il patrimonio locale e definire eventuali interventi correttivi. Dalla sede parigina si ribadisce il principio secondo cui ogni nuovo intervento all'interno di un'area tutelata debba salvaguardare integralmente le caratteristiche fondamentali che ne hanno decretato il riconoscimento mondiale.

Sul fronte giudiziario prosegue parallelamente il lavoro della Procura di Firenze, che conta quindici indagati con accuse che vanno dall'abuso edilizio al falso, fino alla violazione delle norme sul paesaggio. Tra i profili finiti sotto esame figurano dirigenti comunali, progettisti, dirigenti d'azienda e l'ex soprintendente Andrea Pessina, con la magistratura intenzionata a chiarire la regolarità delle volumetrie e la compatibilità cromatica del nuovo fabbricato nel contesto urbano rinascimentale.

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