'La messa a reddito turistica del patrimonio pubblico non è un'anomalia, ma una logica'

"I numeri dell'Azienda Montedomini danno ragione a chi da giorni ripete che non siamo davanti a casi isolati. Per quanto riguarda gli affitti brevi 'non meno di una ventina di casi' da derubricare a incidente, ma un pezzo strutturale della gestione. È esattamente quello che diciamo dal 16 luglio, nel silenzio della sindaca e della Giunta: la messa a reddito turistica del patrimonio pubblico non è un'anomalia di via Guelfa, è una logica". E' quanto afferma Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra progetto Comune al termine della conferenza stampa del presidente di Montedomini Maurizio Frittelli.
    
Una conferenza dove "si è rivendicata la sostenibilità come necessità di 'far fruttare gli immobili', e in quel linguaggio c'è tutto il sistema. Pesa - aggiunge - una contraddizione: ai privati si vuole limitare la locazione turistica breve perché non vivano di rendita, mentre nel pubblico la si accetta per 'fare cassa'. Per noi il pubblico deve dimostrare che un altro modello è possibile" Per poi tornare su quella che definisce la questione politica: "Chi ha nominato quel consiglio di amministrazione, chi doveva esercitare il controllo previsto dallo statuto e non ne ha lasciato traccia, chi ha incassato 77 milioni di imposta di soggiorno nel 2024 senza destinarne strutturalmente un euro all'abitare o a chi finisce ai margini?.

Non cerchiamo capri espiatori e non chiediamo teste. Chiediamo che il patrimonio nato per l'assistenza e per il diritto alla casa torni alla sua funzione sociale (abitare, diritto allo studio, assistenza) e che a risponderne, in Consiglio e non solo davanti alla stampa, siano la sndaca e la giunta, che questo modello di città lo hanno costruito e avallato".
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