'E' stata un'iniziativa veramente bella, sentita, che ci ha emozionato tutti e con cui abbiamo lanciato un messaggio davvero importante.'

Sono 31 i bambini Saharawi accolti quest'estate in Toscana nell'ambito dei programmi di solidarietà con il popolo Saharawi promossi da comuni e associazioni, prevalentemente dell'area fiorentina: saranno ospiti fino al 21 agosto nei comuni della Val di Sieve, dell'Empolese Valdelsa e dell'hinterland fiorentino che aderiscono al progetto di accoglienza.

Questa mattina sono stati i 31 bambini ricevuti a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana a Firenze, dalla vicepresidente della Regione, Bintou Mia Diop, e dall'assessora regionale Alessandra Nardini. All'incontro hanno partecipato anche i consiglieri regionali Irene Galletti, Lorenzo Falchi e Serena Spinelli, i rappresentanti delle amministrazioni comunali coinvolte e delle associazioni impegnate nella solidarietà con il popolo Saharawi.

    
"Quella di stamani - ha detto Diop - è stata un'iniziativa veramente bella, sentita, che ci ha emozionato tutti e con cui abbiamo lanciato un messaggio davvero importante. In un mondo segnato dall'individualismo, dalle guerre e dalla sopraffazione dei più forti sui più deboli, abbiamo dimostrato che la Toscana rafforza la propria identità nella direzione dell'accoglienza, dell'integrazione, della pace e dei diritti".

"Sono felice e orgogliosa di essere qui insieme alle bambine e ai bambini Saharawi accolti in Toscana. Ringrazio le amministrazioni comunali coinvolte, le tante associazioni di solidarietà con il popolo Saharawi e i rappresentanti del Fronte Polisario", ha detto Nardini evidenziando che quello Saharawi è un popolo che "da anni porta avanti una battaglia pacifica per vedere riconosciuto il proprio diritto all'autodeterminazione, un diritto giusto che purtroppo ancora oggi non viene riconosciuto.

Oggi, pronunciando queste parole, il mio pensiero non può non andare anche ad altri popoli che si vedono anch'essi negato il diritto all'autodeterminazione, penso a quello palestinese e a cosa continua ad accadere a Gaza ed in Cisgiordania".
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