"Siamo sconcertati nell'apprendere che alcune importanti operazioni di polizia giudiziaria effettuate nei giorni scorsi dagli operatori della polizia locale di Firenze siano passate in sordina senza che gli organi preposti vi abbiano dato il benché minimo risalto. Salvataggi di persone intente a lanciarsi nel fiume Arno, maxi sequestri di ingenti quantitativi di denaro e di stupefacenti come l'ultimo avvenuto in collaborazione con la polizia di Stato che ha portato all'arresto di tre persone e al sequestro di 164 kg di hashish e 760 grammi circa di cocaina". Lo afferma in una nota la Uil Fp Toscana.
"A questo punto - prosegue il sindacato nella stessa nota firmata dal segretario generale toscano Flavio Gambini - ci viene da chiedere se ci sia dolo oppure non vi sia consapevolezza sul lavoro che uomini e donne della polizia locale ogni giorno sono comandati a fare. Ci domandiamo se ci sia volontà che i poliziotti locali fungano da cuscinetto". "Se così non fosse - continua - sarebbe ora di cambiare atteggiamento: individuare il lavoro svolto dagli operatori e garantire i giusti e doverosi riconoscimenti, in primis portando il lavoro svolto alla conoscenza della cittadinanza, che è il soggetto finale a cui si offre un servizio. Gli episodi di cronaca dimostrano che chi opera ogni giorno per garantire la sicurezza dei cittadini non può essere lasciato solo".
Per questo, oltre ai riconoscimenti, spiega l'organizzazione sindacale, servono rafforzamenti e tutele della polizia locale "attraverso: patrocinio legale automatico; copertura assicurativa uniforme; sostegno psicologico dopo eventi critici; protocolli operativi condivisi; formazione continua; tutela concreta degli operatori aggrediti. Non chiediamo privilegi, ma strumenti che consentano agli operatori di svolgere il proprio servizio con sicurezza, dignità e ricevendo la giusta riconoscenza".
"A questo punto - prosegue il sindacato nella stessa nota firmata dal segretario generale toscano Flavio Gambini - ci viene da chiedere se ci sia dolo oppure non vi sia consapevolezza sul lavoro che uomini e donne della polizia locale ogni giorno sono comandati a fare. Ci domandiamo se ci sia volontà che i poliziotti locali fungano da cuscinetto". "Se così non fosse - continua - sarebbe ora di cambiare atteggiamento: individuare il lavoro svolto dagli operatori e garantire i giusti e doverosi riconoscimenti, in primis portando il lavoro svolto alla conoscenza della cittadinanza, che è il soggetto finale a cui si offre un servizio. Gli episodi di cronaca dimostrano che chi opera ogni giorno per garantire la sicurezza dei cittadini non può essere lasciato solo".
Per questo, oltre ai riconoscimenti, spiega l'organizzazione sindacale, servono rafforzamenti e tutele della polizia locale "attraverso: patrocinio legale automatico; copertura assicurativa uniforme; sostegno psicologico dopo eventi critici; protocolli operativi condivisi; formazione continua; tutela concreta degli operatori aggrediti. Non chiediamo privilegi, ma strumenti che consentano agli operatori di svolgere il proprio servizio con sicurezza, dignità e ricevendo la giusta riconoscenza".
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