Non interrompere i percorsi di integrazione sociale già avviati e tutelare i diritti fondamentali delle persone di minore età straniere non accompagnate presenti sul territorio regionale e nazionale. È questo l'appello lanciato dal Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Toscana, Stefano Scaramelli, in merito alla stretta prodotta dal recente Decreto-Legge 12 giugno 2026, numero 100, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo, e dal contestuale disegno di legge immigrazione numero 1869 del 2026.
Il Garante, siega una nota, esprime forte preoccupazione per la direzione tracciata da entrambi i provvedimenti, attualmente all'esame del Senato. L'auspicio è che il Parlamento intervenga su una materia così delicata, che rientra tra le competenze regionali dei vari garanti, solo dopo un'attenta riflessione e un'oculata analisi dei progetti avviati, salvaguardando in particolar modo i percorsi in atto.
"Abbassare improvvisamente le tutele o introdurre automatismi rigidi nella ridefinizione dell'età - dice Scaramelli - significa vanificare mesi, se non anni, di sforzi educativi, scolastici e di inserimento sociale portati avanti con dedizione dalle comunità di accoglienza e dai nostri tutori volontari in Toscana".
Per il garante toscano "il rischio concreto è quello di spingere nella clandestinità e nella marginalità sociale ragazzi ancora estremamente vulnerabili, privandoli di un supporto legale e umano proprio nel momento più delicato della transizione verso l'età adulta".
Il Garante, siega una nota, esprime forte preoccupazione per la direzione tracciata da entrambi i provvedimenti, attualmente all'esame del Senato. L'auspicio è che il Parlamento intervenga su una materia così delicata, che rientra tra le competenze regionali dei vari garanti, solo dopo un'attenta riflessione e un'oculata analisi dei progetti avviati, salvaguardando in particolar modo i percorsi in atto.
"Abbassare improvvisamente le tutele o introdurre automatismi rigidi nella ridefinizione dell'età - dice Scaramelli - significa vanificare mesi, se non anni, di sforzi educativi, scolastici e di inserimento sociale portati avanti con dedizione dalle comunità di accoglienza e dai nostri tutori volontari in Toscana".
Per il garante toscano "il rischio concreto è quello di spingere nella clandestinità e nella marginalità sociale ragazzi ancora estremamente vulnerabili, privandoli di un supporto legale e umano proprio nel momento più delicato della transizione verso l'età adulta".
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