La prima immagine lasciata da Christ Inao Oulaï al pubblico della Fiorentina contiene già buona parte del repertorio che ha convinto il club viola a puntare con decisione su di lui. Un’intuizione di tacco per mandare Kean davanti alla porta, alcuni palloni recuperati con personalità e una gestione del gioco priva di timori. Tutto concentrato nel breve finale dell’amichevole contro il Gubbio, primo test della nuova stagione.
Fabio Grosso lo ha inserito intorno al 75’, affidandogli immediatamente il centro della mediana a tre. L’ingresso dell’ivoriano ha comportato lo spostamento di Nicolò Fagioli sul centro-destra, offrendo una prima indicazione sulle possibili soluzioni che l’allenatore sta valutando. Nonostante il tempo ridotto trascorso in campo, Oulaï è riuscito a coinvolgere rapidamente i quasi tremila spettatori presenti al Viola Park.
Una partenza ancora più significativa considerando il percorso piuttosto movimentato dei suoi primi giorni da calciatore della Fiorentina. Arrivato in Italia, il centrocampista aveva dovuto fare ritorno in Turchia per completare alcune pratiche legate al visto. Quando ha disputato i suoi primi minuti in viola erano trascorse appena dodici ore dal nuovo ingresso nel centro sportivo di Bagno a Ripoli.
Le cautele del periodo restano obbligatorie: si tratta di un’amichevole estiva e di un giocatore ancora tutto da inserire nei meccanismi collettivi. Le prime sensazioni, però, indicano con chiarezza il ruolo immaginato per lui. Oulaï è destinato a diventare il riferimento centrale del reparto, il giocatore chiamato a ricevere il pallone davanti alla difesa e a dare ordine allo sviluppo della manovra.
Il possibile ritorno alle origini di Fagioli
Dopo le risposte positive ricevute da Arthur Atta nella prima parte del ritiro, Grosso può cominciare a lavorare con maggiore continuità su due dei tre elementi del centrocampo annunciato fin dalla propria presentazione. Atta dovrebbe partire dal centro-sinistra, mentre Oulaï sembra avviato verso la posizione di vertice basso. Rimane da definire l’uomo da sistemare sul lato opposto.
Il principale candidato è Fagioli, che potrebbe così riavvicinarsi alla collocazione ricoperta prima della sua trasformazione in regista. Soltanto un anno fa, infatti, il centrocampista veniva considerato prevalentemente una mezzala. Stefano Pioli decise comunque di provarlo davanti alla difesa, salvo poi riconoscere che quella posizione non ne valorizzava completamente le caratteristiche.
Lo scenario è cambiato durante la gestione Vanoli. Nel percorso che ha condotto la Fiorentina alla salvezza, Fagioli ha acquisito sicurezza proprio da regista, migliorando partita dopo partita e diventando progressivamente più influente nella costruzione del gioco. Adesso la presenza di Oulaï potrebbe riportarlo sul centro-destra, in una zona dalla quale avrebbe maggiore libertà di muoversi, associarsi con i compagni e avvicinarsi alla trequarti.
Un reparto composto da Fagioli, Oulaï e Atta avrebbe un livello tecnico potenzialmente molto elevato. La domanda riguarda soprattutto la sua tenuta nelle due fasi. Le prime indicazioni offerte dall’ivoriano hanno mostrato, però, come il nuovo acquisto sappia accompagnare alla qualità con il pallone anche aggressività, dinamismo e capacità di sottrarlo agli avversari. Sarebbe principalmente lui a garantire protezione ed equilibrio, consentendo alle due mezzali di esprimersi con maggiore libertà.
Un progetto basato sulla qualità
All’interno della Fiorentina sta prendendo corpo l’idea di costruire un centrocampo nel quale tutti gli interpreti sappiano partecipare alla manovra e contribuire alla riconquista immediata. Il riferimento, fatte le necessarie proporzioni, è il reparto del Paris Saint-Germain formato da João Neves, Vitinha e Fabián Ruiz: tre giocatori tecnici, mobili e capaci di alternarsi continuamente nelle diverse funzioni.
Un modello contemporaneo e, proprio per questo, più pertinente rispetto all’accostamento con il centrocampo viola composto da Borja Valero, Pizarro e Aquilani. Quella Fiorentina resta un termine di paragone suggestivo per la qualità espressa, ma apparteneva a un calcio differente per ritmi, occupazione degli spazi e intensità richiesta senza pallone.
Sul progetto tecnico continuano comunque a pesare anche le valutazioni economiche. Per Atta e Oulaï la società ha sostenuto due investimenti importanti, entrambi vicini ai 30 milioni di euro. Non è quindi impossibile che, nella programmazione del mercato, sia stata considerata anche la possibilità di una cessione rilevante. Se l’uscita riguardasse Fagioli, uno dei profili individuati per la posizione di mezzala destra sarebbe quello di Kristian Thorstvedt.
Al momento, tuttavia, l’orientamento sembra essere quello di valutare concretamente la convivenza tra i tre giocatori. Una scelta che modificherebbe inevitabilmente anche le prospettive di Cher Ndour, indicato nei mesi scorsi come uno degli elementi sui quali costruire la ripartenza della Fiorentina.
Le gerarchie estive, però, non devono necessariamente trasformarsi in esclusioni definitive. Con cinque sostituzioni e una stagione lunga, Grosso avrà bisogno di un centrocampo profondo e ricco di alternative. Per Ndour, così come per Mandragora e Brescianini, potranno quindi esserci occasioni e spazio.
La prima apparizione di Oulaï ha aperto una possibilità che va oltre le singole giocate mostrate contro il Gubbio. La Fiorentina sta provando a costruire un reparto capace di governare le partite attraverso il possesso e la pressione. Il trio con Fagioli e Atta rappresenta, almeno per il momento, la soluzione più intrigante a disposizione di Grosso.
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