Seconda fase dei lavori sul cavalcaferrovia: i viaggiatori del Valdarno fanno affidamento sul piano già sperimentato, mentre in Mugello continuano ritardi, soppressioni e criticità sulla linea Faentina

Con l'avvio della seconda fase dei lavori per il Ponte al Pino, i pendolari del Valdarno si preparano ad affrontare altri quattro giorni di modifiche alla circolazione ferroviaria. Dopo il primo test di inizio luglio, il piano predisposto da RFI e Trenitalia ha dimostrato di funzionare: i viaggiatori scenderanno nuovamente a Firenze Campo di Marte per poi raggiungere Santa Maria Novella o Rifredi con le navette dedicate e la tramvia. Pur con tempi di percorrenza più lunghi, il servizio è stato giudicato preferibile all'utilizzo dell'auto, considerando anche i numerosi cantieri presenti nella zona sud della città.

Situazione ben diversa per i pendolari del Mugello, che continuano a fare i conti con le criticità della linea Faentina. Il portavoce dei pendolari, Massimo Rossi, sottolinea come i problemi non siano legati ai lavori di Ponte al Pino, ma alle difficoltà strutturali della linea, chiamando in causa Regione Toscana, Trenitalia e RFI. Qualche disagio riguarda anche chi, arrivato a Santa Maria Novella, deve raggiungere Campo di Marte utilizzando le navette sostitutive.

Le maggiori criticità restano però sulla linea Borgo San Lorenzo-Firenze via Pontassieve, dove i collegamenti ferroviari sono stati ridotti a tre corse per direzione, con la maggior parte del servizio sostituita dagli autobus a causa delle limitazioni imposte dal caldo sulle rotaie. Nel frattempo, sulla Faentina continuano a pesare i problemi ormai cronici denunciati dai pendolari: ritardi, soppressioni, convogli sovraffollati e frequenti guasti agli impianti di climatizzazione. Lo scrive la Nazione.

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