La soprintendente Ranaldi illustra le scoperte emerse durante i lavori della tramvia: tra i ritrovamenti anche l'antica struttura destinata ai controlli e alla riscossione delle gabelle

Grande interesse a piazza Beccaria per le visite ai reperti archeologici emersi durante gli scavi della tramvia Libertà-Bagno a Ripoli. A guidare i cittadini è stata la soprintendente Antonella Ranaldi, che ha illustrato l'importanza delle strutture medievali riportate alla luce, definendole un'occasione preziosa per approfondire la conoscenza della cinta muraria di Firenze e della sua evoluzione urbanistica.

I ritrovamenti risalgono alla fine del Duecento e ai primi decenni del Trecento e sono riconducibili alle mura di Arnolfo di Cambio. Tra gli elementi più significativi figura l'antica "antiporta", una struttura che, secondo gli archeologi, ospitava un ambiente destinato ai controlli e alla riscossione delle gabelle per chi entrava in città. Gli scavi hanno inoltre restituito informazioni sul fossato difensivo, sul ponte di accesso e sull'organizzazione militare dell'area esterna alle mura. La buona conservazione dei reperti è dovuta alle demolizioni ottocentesche legate al piano Poggi, che interessarono solo parzialmente le strutture medievali.

Terminata la fase delle visite, i reperti saranno documentati, protetti e ricoperti per consentire la ripresa dei lavori della tramvia. La Soprintendenza punta inoltre a valorizzare le scoperte con una mostra e una pubblicazione scientifica dedicate ai ritrovamenti emersi lungo il tracciato dell'opera.

Presente anche l'assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, che ha sottolineato come l'iniziativa rappresenti un esempio di collaborazione tra istituzioni, capace di coniugare tutela del patrimonio archeologico e realizzazione di infrastrutture strategiche per la città. Le visite proseguono anche oggi, dalle 16 alle 20, con ingresso gratuito su prenotazione. Lo scrive la Nazione.

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