La sconfitta per 3-2 nel primo test inglese conferma che la squadra di Grosso è ancora in fase di costruzione. Bene Atta e Oulai, mentre in attacco manca ancora fluidità

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Più del risultato maturato contro il Queens Park Rangers, a preoccupare è stata l'immagine di una Fiorentina ancora lontana dalla sua versione definitiva. A meno di un mese dall'inizio del campionato, la squadra di Fabio Grosso è ancora un cantiere aperto, sia dal punto di vista atletico sia sotto l'aspetto tattico. I viola hanno pagato anche una preparazione meno avanzata rispetto agli inglesi, già più avanti di circa due settimane.

L'emergenza sulle corsie offensive ha costretto ancora una volta Grosso ad adattare Jimenez e Gudmundsson sugli esterni, con Brescianini impiegato da terzino sinistro. Scelte obbligate che hanno limitato lo sviluppo della manovra offensiva. In difesa si sono alternate luci e ombre: Viery ha confermato personalità e presenza fisica, mentre Dodò è stato protagonista del fallo da rigore che ha portato al vantaggio del QPR e Dragusin è apparso in ritardo nell'azione del raddoppio inglese.

Tra le note più positive c'è il gol di Arthur Atta, nato da una bella iniziativa di Jimenez, ma anche la prestazione di Oulai davanti alla difesa. Il centrocampista ivoriano ha mostrato qualità nella gestione del pallone e personalità, diventando spesso il punto di riferimento della squadra in fase di costruzione. In attacco, invece, Kean ha ricevuto pochi palloni giocabili e non è ancora apparso al top della condizione.

Nella ripresa il QPR ha trovato anche il terzo gol, approfittando di un errore di Comuzzo, prima della rete di Piccoli che ha riaperto la gara. Da segnalare anche due occasioni non sfruttate da Mandragora. Indicazioni utili, dunque, più che un risultato da giudicare: la Fiorentina ha ancora molto lavoro da fare, ma i margini di crescita restano ampi in vista dei prossimi impegni della preparazione.
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