Primo banco di prova superato per il piano straordinario predisposto in occasione dei lavori al Ponte al Pino. Alla stazione di Campo di Marte la macchina organizzativa ha retto senza particolari criticità, evitando il caos temuto alla vigilia, anche se non sono mancati disagi per pendolari e turisti costretti a cambi di mezzo e tempi di percorrenza più lunghi.
Per gestire l'emergenza è stato predisposto un massiccio dispiegamento di personale, steward e agenti della polizia municipale, con via Mazzini chiusa al traffico e inevitabili rallentamenti anche sulla viabilità circostante. Cuore del sistema sono state le navette: i collegamenti dedicati all'Alta Velocità tra Campo di Marte e Santa Maria Novella e quelli per i viaggiatori regionali, che hanno dovuto utilizzare autobus e tramvia prima di riprendere il treno.
Rispetto all'interruzione di inizio luglio, il numero delle navette è stato aumentato, rendendo più fluido il deflusso dei passeggeri. Tuttavia non sono mancate le lamentele: c'è chi ha definito il trasferimento tra le due stazioni "un viaggio della speranza", chi ha denunciato informazioni ricevute solo all'ultimo momento e chi, tra bagagli ingombranti e coincidenze, ha preferito affidarsi ai taxi.
Tra i viaggiatori anche la Primavera della Roma, diretta al ritiro precampionato, mentre alcuni pendolari hanno segnalato ulteriori inconvenienti, tra macchinette per i biglietti fuori servizio e il rischio di arrivare in ritardo al lavoro.
Il bilancio della prima giornata resta comunque positivo: il piano d'emergenza ha funzionato grazie all'imponente organizzazione messa in campo. L'obiettivo è confermare lo stesso livello di efficienza fino a giovedì mattina, quando la circolazione ferroviaria tornerà regolare. Lo scrive la Nazione.