Il momento più spettacolare dei lavori è ormai alle spalle: il nuovo Ponte al Pino, una struttura da 550 tonnellate, è stato posato nella notte tra domenica e lunedì grazie a una gru da 2.000 tonnellate, tra le più grandi al mondo per questo tipo di interventi. Ma, nonostante il varo sia stato completato, la circolazione ferroviaria resterà sospesa fino alle 11 di giovedì 30 luglio.
Il motivo è legato alle successive operazioni di consolidamento. Dopo il posizionamento dell'impalcato, infatti, la struttura deve essere stabilizzata e integrata con il resto dell'opera prima che i treni possano tornare a circolare in piena sicurezza. Solo al termine di questa fase il nodo ferroviario fiorentino tornerà operativo.
Al varo hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la vicesindaca di Firenze Paola Galgani, l'amministratore delegato del Gruppo FS Gianpiero Strisciuglio e l'amministratore delegato di RFI Aldo Isi.
Il cronoprogramma prevede ulteriori interventi nei prossimi mesi. Tra il 3 e il 4 settembre è in programma una chiusura notturna per le prove di carico dell'impalcato, mentre il 15 settembre il nuovo Ponte al Pino sarà riaperto alla viabilità cittadina. A inizio novembre è prevista un'ultima breve interruzione per consentire la rimozione della passerella pedonale provvisoria.
Andrea Esposito di RFI ha spiegato che la nuova trave misura 32 metri di lunghezza e 16 di larghezza e manterrà le tre corsie del precedente ponte, aggiungendo però marciapiedi e una pista ciclabile.
Per il presidente della Regione Eugenio Giani si tratta di "uno degli interventi infrastrutturali più complessi e significativi" del nodo ferroviario di Firenze, destinato a sostituire il vecchio cavalcaferrovia con una struttura più moderna, sicura e funzionale. Giani ha inoltre sottolineato che, con l'entrata in funzione del passante dell'Alta Velocità, sotto il nuovo ponte potranno transitare fino a 616 treni locali, migliorando sensibilmente la capacità della rete ferroviaria fiorentina.
Condividi
Attiva i cookies














