"L'acqua non si fabbrica, arriva dal cielo", e "rispetto alla Spagna che accumula il 32% dell'acqua piovana noi ne accumuliamo solo l'11-12%". Lo ha affermato Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile, in una conferenza stampa dopo la sua visita all'Autorità di bacino Distrettuale dell'Appennino Settentrionale oggi a Firenze. "Tutto il resto non si perde - ha detto -, si perde la parte che va in mare, poi una parte finisce nel suolo, un'altra diventa un problema col ruscellamento, perché diventa prima ruscello, poi torrente, poi fiume, poi morte".
Musumeci ha precisato che "la gestione dell'emergenza siccità non è della Protezione civile: c'è una struttura nazionale, con un commissario, che se ne occupa. Noi interveniamo quando la sete c'è già, per aiutare Comuni, Province e Regioni con risorse finanziarie: faccio l'esempio della Sicilia, che è la realtà che conosco meglio, interveniamo con risorse finanziarie per consentire il trasporto di acqua con le autobotti. Naturalmente si tratta di soluzioni provvisorie, contingenti. Molto spesso si ricorre ai pozzi privati".
Musumeci ha precisato che "la gestione dell'emergenza siccità non è della Protezione civile: c'è una struttura nazionale, con un commissario, che se ne occupa. Noi interveniamo quando la sete c'è già, per aiutare Comuni, Province e Regioni con risorse finanziarie: faccio l'esempio della Sicilia, che è la realtà che conosco meglio, interveniamo con risorse finanziarie per consentire il trasporto di acqua con le autobotti. Naturalmente si tratta di soluzioni provvisorie, contingenti. Molto spesso si ricorre ai pozzi privati".
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