"Ormai siamo vicini alla campagna elettorale"

Aggiornata ore 19.40 - "Ormai siamo vicini alla campagna elettorale, quindi magari certi toni possono essere arricchiti da considerazioni che poi non hanno un senso tecnico". Così il presidente della Toscana Eugenio Giani, ha risposto alle dichiarazioni rilasciate dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, riguardo alla mancata richiesta dello stato di ricostruzione a seguito degli eventi meteo del novembre 2023, che hanno interessato diverse province toscane.
"Io in realtà del ministro Musumeci ho stima, perché ho vissuto l'impegno parallelo, io presidente della Toscana, lui presidente della Sicilia - ha detto Giani a margine dei lavori del Consiglio regionale - ma quello che mi interessa è la concretezza delle cose. Probabilmente nelle sue dichiarazioni era sfuggito il fatto che proprio nell'incontro fra i nostri dirigenti e la direzione della Protezione civile a livello nazionale, era stato concordato, alla fine di quest'anno, di concedere alla Regione Toscana un anno in più per la gestione dello stato di emergenza, in un rapporto non tanto solo di proroga, ma di continuità di gestione degli interventi".
Per Giani "passare allo stato di ricostruzione avrebbe significato dover in qualche modo interrompere tutte le procedure, passare a uno stato di procedura diversa, e conseguentemente trovarci in una situazione in cui rischiavamo di anteporre la burocrazia a quello che è l'esigenza di risposte concrete".

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Aggiornata ore 18.23
-  "Siamo attualmente in stato di emergenza prorogato fino al 31 dicembre 2026, successivamente chiederemo lo stato di ricostruzione". Lo afferma in una nota il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, in relazione alle dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, riguardo alla mancata richiesta dello stato di ricostruzione a seguito degli eventi meteo del novembre 2023, che hanno interessato diverse province toscane.

"Un iter degli interventi - sottolinea - peraltro concordato a seguito di incontri costruttivi tra il Dipartimento della Protezione civile nazionale e quello della Regione Toscana, di cui il ministro dovrebbe essere al corrente. Dopo il 31 dicembre sempre in maniera concordata procederemo con i passi ulteriori per lo stato di ricostruzione".

La Regione Toscana "accoglie comunque con favore la disponibilità manifestata dal ministro Musumeci - afferma Giani - sul tema della ricostruzione. Proprio in considerazione dell'approssimarsi della conclusione della fase di subentro nell'ordinario, nei prossimi giorni inoltreremo una richiesta formale al Governo per l'apertura del tavolo dedicato alla ricostruzione, così da definire con adeguato anticipo il percorso amministrativo successivo e consentire la piena operatività delle nuove misure a partire dal 14 gennaio 2027, data di scadenza del regime in deroga previsto per gli interventi post-evento". 


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Aggiornata ore 18.21 - "I numeri non mentono: come ha ribadito il ministro Musumeci, quasi 460 milioni di euro sono stati stanziati dal governo Meloni per far fronte agli interventi e ai ristori conseguenti le alluvioni che dal 2023 ad oggi hanno colpito la Toscana. Peccato che ci siano tanti cittadini e tante imprese che ancora attendono i rimborsi". Lo afferma in una nota Chiara La Porta, capogruppo di FdI in Consiglio regionale della Toscana, secondo cui è "inutile che la sinistra toscana continui nel suo sport preferito, il rimpallo delle responsabilità: il Governo ha fatto la sua parte, la Regione no".

Per La Porta "come se non bastasse la Regione ha inspiegabilmente ignorato la possibilità di richiedere lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale, che avrebbe permesso il coordinamento di interventi di tutela del suolo a lungo termine, attivando fondi speciali e piani di sicurezza". Nei giorni scorsi, sostiene l'esponente di FdI, "abbiamo visto come basti una pioggia particolarmente intensa a causare allagamenti. Dimostrazione dei ritardi e della mancata pianificazione di interventi di messa in sicurezza del territorio. Oltre a ciò un incremento del consumo di suolo, in particolare, guarda caso, in territori particolarmente soggetti ad alluvioni".

A tale proposito "basti citare il caso di Prato - ha aggiunto La Porta -, che registra il valore più alto in Toscana, con il 14,33%. Di fronte a queste evidenze la sinistra toscana, dal presidente Giani al sindaco Biffoni, dovrebbero solo fare un grande mea culpa e chiedere scusa a chi ancora aspetta i ristori e a tutti i cittadini che tremano ad ogni evento meteo avverso".

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"La Toscana è una delle poche regioni italiane a non avere chiesto l'apertura dello stato di ricostruzione", in questo caso dopo lo stato di emergenza conseguente all'alluvione del 2023, e "abbiamo scritto due volte alla Regione per chiedere come mai non avessero avanzato la richiesta di apertura dello stato di ricostruzione: tutte e due le volte non c'è stato data risposta". Lo ha detto Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile, in una conferenza stampa dopo la sua visita all'Autorità di bacino Distrettuale dell'Appennino Settentrionale oggi a Firenze.

    
Dal 2023, ha spiegato il ministro, la Toscana "ha avuto 459,3 milioni di euro con sei diversi provvedimenti", e "in alcuni luoghi si è già arrivati al 90% dell'impiego, non dico della spesa, in altri si è un po' indietro. Qui sarebbe facile fare le pagelle e non è mia abitudine e neanche mio compito farle.

Questo lo dico perché dalla Toscana mi arrivano a Roma segnali di alcuni enti locali particolarmente impazienti, esuberanti, che volendo allontanare le proprie responsabilità pensano di puntare il dito sul governo nazionale e in particolare sulla Protezione civile, sul ministro Musumeci. Io faccio il ministro, naturalmente non partecipo a queste gare di bassa cucina politica. Dico soltanto che 459,3 milioni sono una bella risorsa".

    
Quindi, ha concluso Musumeci, "adesso si va verso la chiusura della contabilità, che è una contabilità speciale, abbiamo dato un'ulteriore proroga al 31 dicembre 2027: mi pare che un governo più collaborativo di questo sia difficile trovarlo. Dopodiché le polemiche stanno a zero, la gente vuole vedere le opere realizzate e vuole vedere messo in sicurezza il proprio territorio".
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