Aula inizia discussione atto. Barnini: 'Serve strategia per tenere insieme più obiettivi'

Il Consiglio regionale della Toscana ha iniziato la discussione del Piano faunistico venatorio regionale e, in apertura dei lavori, ha respinto tre questioni pregiudiziali presentati dalla minoranza che ne chiedeva il rinvio.
    
Tra le motivazioni, illustrate in aula da Alessandro Capecchi (Fdi), la mancata quantificazione delle risorse necessarie anno per anno al monitoraggio ambientale; l'imminente approvazione in Parlamento del decreto legge 1552 di riforma della legge nazionale 157/1992, con la previsione del ruolo del cacciatore come bio-regolatore; il mancato coinvolgimento della commissione di controllo, chiamata alla verifica della coerenza degli atti con la programmazione regionale. L'aula ha respinto le questioni pregiudiziali ed ha iniziato la discussione del piano illustrato dalla presidente della commissione sviluppo economico Brenda Barnini (Pd) che ha parlato del "primo vero Piano faunistico regionale".

"Qui - ha detto -non stiamo discutendo chi è a favore o contro la caccia, chi ha maggiore o minore sensibilità ambientale. Il Piano è come uno spartito per un'orchestra", il suo "valore sta soprattutto nella sua capacità di superare logiche frammentate". Il piano prevede la tutela della biodiversità, la gestione del territorio, delle attività agricole, la sicurezza dei cittadini, la disciplina dell'attività venatoria e il governo del rapporto tra presenza faunistica, sostenibilità ambientale, presidio del territorio, interessi delle comunità locali.

Per Barnini "serve una strategia regionale capace di tenere insieme più obiettivi: la conservazione del patrimonio naturale il contenimento degli squilibri faunistici, la difesa del lavoro agricolo, la prevenzione dei danni e una gestione responsabile e regolata dell'attività venatoria". (
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