Proseguono a ritmo serrato i lavori per la tramvia a Firenze. Ogni notte circa 80 operai, impiegati dal consorzio Tram Spa attraverso Alstom e Cmb, sono al lavoro su viale Gramsci, piazza Beccaria e viale Matteotti per realizzare l'armamento ferroviario e posare i binari, con una media di circa 90 metri di rotaie installate a notte.
Le lavorazioni si svolgono esclusivamente in orario notturno, dalle 22 in poi, per limitare l'impatto sul traffico cittadino. L'obiettivo è completare il tratto compreso tra piazza Beccaria e i viali fino a Giovine Italia entro la fine di ottobre, termine entro il quale dovrebbero essere ultimati anche la pavimentazione in pietra serena, gli arredi urbani e la nuova sistemazione a verde con la messa a dimora di 37 alberi.
«I lavori della tramvia stanno procedendo con un impegno straordinario anche durante le notti, con decine di operai per completare nei tempi questo grande intervento», ha dichiarato l'assessore alle Infrastrutture Andrea Giorgio, ringraziando tecnici, uffici e imprese impegnati nel cantiere.
Resta invece alta l'attenzione sul ponte da Verrazzano, dove si sono concluse le analisi affidate al professor Salvatore Giacomo Morano dell'Università di Firenze. Il Comune dovrebbe rendere noto il risultato della super perizia nei prossimi giorni. Al momento, secondo quanto emerge, l'ipotesi più drastica di una demolizione e ricostruzione del ponte sembrerebbe esclusa.
Nei giorni scorsi la rimozione delle quattro scalette laterali di accesso ai terrazzini panoramici aveva sollevato interrogativi da parte di Firenze Democratica. Palazzo Vecchio ha chiarito che l'intervento è stato necessario per consentire le verifiche sulle cosiddette "selle Gerber", elementi strutturali tipici dei ponti costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta.
L'esito della perizia sarà determinante anche per il futuro della tramvia: eventuali interventi sul ponte potrebbero incidere sul cronoprogramma della linea, anche se, allo stato attuale, lo scenario di una ricostruzione completa appare sempre meno probabile. Lo scrive la Nazione.
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