Confermato il provvedimento del Riesame sulle condizioni del carcere. Annullato invece il piano di trasferimento obbligatorio dei detenuti

Il Ministero della Giustizia ha deciso di non presentare ricorso in Cassazione contro il sequestro preventivo di sette reparti del carcere di Sollicciano, disposto a metà giugno dal gip di Firenze su richiesta della Procura.

La decisione arriva dopo il pronunciamento del Tribunale del Riesame, che ha confermato il sequestro ritenendo fondati gli elementi raccolti nell'inchiesta coordinata dalla pm Christine Von Borries. I giudici hanno invece annullato il piano che prevedeva il trasferimento dei detenuti secondo un calendario prestabilito, demandando al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (Dap) la gestione della ricollocazione dei reclusi per evitare ulteriori criticità negli istituti già interessati dal sovraffollamento.

L'inchiesta ipotizza la violazione delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro a causa delle gravi condizioni igienico-sanitarie della struttura, tra infiltrazioni, umidità e degrado. Il sequestro era stato disposto dopo numerosi ricorsi presentati dai detenuti ai magistrati di sorveglianza, che avevano denunciato condizioni di vita ritenute incompatibili con i diritti fondamentali.

Uno degli aspetti centrali della decisione del Riesame riguarda il riconoscimento del carcere anche come luogo di lavoro, principio che, in assenza del ricorso in Cassazione, resta confermato nell'ambito dell'inchiesta. Le indagini proseguono e il fascicolo è tuttora aperto contro ignoti, mentre gli investigatori stanno cercando di individuare il datore di lavoro responsabile. Lo scrive la Nazione. 

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