Lo studio di Legambiente fotografa undici anni di temperature estreme: tra il 2015 e il 2025 oltre la metà dei quartieri analizzati ha registrato medie estive tra 41 e 45 gradi. L’associazione chiede interventi urgenti per rendere le città più fresche e resilienti

Negli ultimi undici anni, dal 2015 al 2025, a Firenze il 62% dei quartieri ha registrato nei mesi di giugno, luglio e agosto, temperature medie diurne al suolo comprese tra i 41 e i 45 gradi, il 23% tra i 36 e i 40, il 10% tra i 46 e i 50, e solo il 4% con temperature medie comprese tra i 31 e i 35 gradi. E' quanto emerge dai nuovi dati di Legambiente, diffusi oggi nel corso della terza giornata di Festambiente in corso a Rispescia (Grosseto) fino al 9 agosto, dove l'associazione ha organizzato anche un flash mob al grido "Non è caldo è crisi climatica. Abbiamo bisogno di città più fresche, sostenibili, più giuste, insieme a più rifugi climatici".

Tra i cinque quartieri presi in esame a Firenze (Rifredi, Gavinana Galluzzo, Isolotto Legnaia, centro storico e Campo di Marte), si spiega in una nota, i picchi maggiori sono stati registrati in quello di Rifredi nel luglio 2022, 2023 e nell'agosto 2025 dove sono stati raggiunti i 49 gradi diurni al suolo come media mensile, nel quartiere Isolotto Legnaia nel luglio 2022 e 2023 con una media mensile diurna al suolo rispettivamente di 49 e 48 gradi nell'agosto del 2025 con 49 gradi e, infine, e nel centro storico nel luglio 2022 con 49 gradi, e 48 nel 2023 e nell'agosto 2025. Non se la passa bene neanche la Maremma, in particolare Grosseto, altra città osservata speciale, dove i valori delle temperature medie minime e massime registrati a giugno e luglio 2026 sono stati tra i più alti degli ultimi sei anni, dal 2020 ad oggi, con rispettivamente 22,4 gradi di minima e 33,9 di massima. Al caldo estremo si affianca anche il deficit delle precipitazioni che in Maremma è stato del -55% a giugno e del -43% a luglio rispetto alla media 2020-2025. Per Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, "la canicola che non sta dando tregua all'Italia è il termometro della crisi climatica che sta accelerando. Servono più politiche di adattamento e mitigazione e lo stanziamento immediato delle risorse economiche per attuare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. L'Italia non può rincorrere la crisi climatica e le emergenze sempre più croniche, ma deve prevenire e giocare d'anticipo con politiche mirate e lungimiranti". 
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