Lampi di (tanta qualità) da parte dell'ex Udinese

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Mamma mia che giocate, mamma mia che giocatore che è Atta. Anche col Deportivo l’ex Udinese ha fatto due-tre cose da spellarsi le mani, mettendo in mostra un livello di qualità a cui non eravamo abituati da tempo.
L’anno scorso, ad esempio, ci eravamo esaltati per qualche dribbling di Solomon, per qualche lancio lungo di Fagioli per Kean, quando c’è stato, per quel gol di Dodo a Cremona e poi poco altro. Una noia mista a tanta paura di finire di sotto, con quella sensazione di rigetto per quello che si vedeva in campo, soprattutto rispetto a quelle che erano le aspettative. Quest’anno, invece, c’è così tanta voglia di vedere all’opera questa Fiorentina che il buon Gineprio sarebbe già a posto così.
Atta e Mastantuono da soli sono i classici giocatori per cui può valere la pena spendere i soldi di un biglietto, per cui abbia senso spendere tutti i soldi degli abbonamenti tv, per cui rimanere incollati sul seggiolino allo stadio o sul divano finché l’arbitro non fischia la fine. Ecco, l’attesa della prossima occasione per rivederli è un altro aspetto che va in contrapposizione con lo scorso anno, quando al termine di una partita ci si approcciava a quella successiva con tutt’altro spirito: qui c’è un’attesa positiva, spasmodica, entusiasta, mentre l’anno scorso ce n’era una di terrore, di orrore e di sbadiglio contagioso. Dal non vedere l’ora che tutto finisse si è passati al non vedere l’ora che tutto inizi. Con tanta voglia di sognare.
Per chi volesse mantenere i piedi per terra, magari ripensando ai toni trionfalistici che venivano usati dodici mesi fa, diciamo: sì, ok, per carità. Magari avrete ragione voi, lo scopriremo solo vedendo giocare questa Fiorentina. Però, ecco, se non vi accende la fantasia neanche questo mercato fatto da Paratici, allora…ma quando volete sognare?
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