Il comitato chiede controlli sull’intero patrimonio dell’Asp

Salviamo Firenze torna all’attacco sul patrimonio di Montedomini e punta i riflettori sul villino liberty di viale Galileo. L’immobile, di proprietà dell’Asp, è stato lasciato dall’associazione Ogier e dalle donne con disabilità che vi erano ospitate, mentre Montedomini ne valuta una possibile vendita. Dopo un sopralluogo, i portavoce del comitato Massimo Torelli e Francesco Torrigiani affermano: «È evidentemente un immobile che può diventare uno straordinario villino di lusso. Ed è più comodo metterlo a reddito che ospitare persone disabili».

Il comitato chiede adesso una verifica dettagliata di tutto il patrimonio dell’ente: «Va controllato pezzo per pezzo, alloggio per alloggio, strada per strada», compresi gli immobili affittati, alienabili e già alienati. Al centro dei dubbi c’è anche il vincolo di utilizzo sociale imposto nel 1923 dall’argentiere Ugo Frilli, che lasciò per testamento l’immobile all’Asp Sant’Ambrogio, successivamente confluita in Montedomini.

Secondo i documenti emersi, Montedomini avrebbe prima negato alla onlus il prolungamento dell’affitto e successivamente affidato a un legale una consulenza per verificare la possibilità di superare il vincolo sociale in vista di un’eventuale vendita. Torelli e Torrigiani sollevano infine dubbi sulla ricorrenza negli atti dell’Asp di alcuni professionisti, citando l’avvocato Duccio Maria Traina, incaricato dal presidente Maurizio Frittelli anche nell’azione legale avviata contro Salviamo Firenze per alcune recenti dichiarazioni del comitato. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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