Il Villino Ogier di viale Galileo, a Firenze, “non è mai stato inserito nel piano delle alienazioni di Montedomini, propedeutico a consentire le vendite relative al patrimonio immobiliare”. Lo precisa il cda dell’Asp Montedomini in una nota diffusa questa sera, intervenendo nel dibattito sull’utilizzo dell’immobile.
Secondo quanto spiegato dall’azienda, l’associazione che utilizzava da anni il villino aveva deciso autonomamente di lasciare la struttura. “Nel 2023 – precisa il cda – ha deciso in maniera del tutto autonoma, attraverso una lettera di disdetta, di lasciarlo”. Le successive comunicazioni tra Montedomini e l’associazione avrebbero riguardato esclusivamente le modalità di rilascio previste dal contratto.
Solo dopo la cessazione dell’utilizzo, il Villino Ogier è rimasto vuoto e, secondo Montedomini, “bisognoso di importanti interventi di manutenzione e ristrutturazione”. A quel punto il cda ha avviato una riflessione sulle possibili modalità di valorizzazione del bene, richiedendo prima un approfondimento giuridico e successivamente ulteriori valutazioni di carattere tecnico. “Senza che ciò comportasse alcuna decisione”, precisa l’Asp.
Montedomini respinge quindi le ricostruzioni emerse nel dibattito pubblico e sottolinea che il tema riguarda più in generale la gestione del proprio patrimonio immobiliare. “Il patrimonio dell’Azienda è uno strumento al servizio della sua missione istituzionale: assistere le persone fragili”, afferma il cda.
Le risorse generate attraverso locazioni o altre forme di valorizzazione, viene spiegato, “vengono esclusivamente destinate alle attività assistenziali”. La questione, dunque, secondo Montedomini, è individuare per ciascun bene “quale utilizzo possa produrre il maggiore beneficio sociale complessivo”.
“In alcuni casi – conclude il cda – sarà l’utilizzo diretto, in altri la locazione o altre forme di valorizzazione”. Ogni scelta, viene sottolineato, dovrà essere valutata caso per caso, “con trasparenza e razionalità”, nel rispetto della storia degli immobili e mantenendo al centro la missione assistenziale dell’ente. Una responsabilità che, conclude Montedomini, assume ancora maggiore importanza “davanti alla crescita della popolazione anziana e della non autosufficienza”.
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