Più alberi e meno superfici impermeabili per contrastare il caldo nelle città, ma servono risorse e una programmazione accurata. È la ricetta di Michele Pelagatti, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali della Provincia di Firenze: «Ottima l’idea di potenziare il verde cittadino e di depavimentare dove possibile le città, ma per farlo è fondamentale stanziare fondi, progettare gli interventi per tempo e accordarsi in anticipo con i vivai per le piante».
A Firenze, secondo Pelagatti, si potrebbe partire dai circa 90 ettari di piazze, svincoli e aiuole caratterizzati da superfici in parte o completamente impermeabili. Dove gli spazi lo consentono, le specie indicate sono bagolaro, leccio e tiglio, capaci di assorbire lo smog, mitigare le temperature e resistere alla siccità. Negli spazi più piccoli, invece, le alternative possono essere ginkgo biloba, acero campestre e orniello.
Fondamentale anche evitare aree con una sola specie e favorire la biodiversità, rispettando le corrette distanze tra alberi ed edifici e predisponendo sistemi di irrigazione, soprattutto nei primi tre anni. «Piantare alberi nelle città non basta: il verde deve essere curato e anche mantenuto nel tempo, con impegno e costi importanti», sottolinea Pelagatti. Tra gli errori da evitare indica infine specie inadatte, monoculture, distanze sbagliate, eccessiva impermeabilizzazione attorno ai tronchi e una manutenzione insufficiente. Lo scrive la Nazione.
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