Del Re: «Fare chiarezza sul patrimonio»

Non era soltanto una libreria, ma un progetto nato con l’obiettivo di contribuire alla rigenerazione dell’Oltrarno. La storia della libreria Tatatà, ospitata per quasi cinque anni in un ex garage di proprietà di Montedomini in via Santa Maria, torna al centro dell’attenzione. L’attività ha chiuso nel gennaio 2022 e da allora, secondo quanto riportato, il fondo è rimasto vuoto. «Montedomini ha voluto mettere a reddito l’immobile», racconta una delle titolari, Fiamma Petrovich.

L’esperienza era iniziata nel 2017, quando una cooperativa al femminile aveva partecipato al bando di Montedomini proponendo di trasformare il garage in libreria. Nel corso degli anni Tatatà aveva organizzato iniziative in piazza Tasso, ai Nidiaci, in piazza Santo Spirito e alla biblioteca Thouar, oltre alla “libreria su due ruote”. Le difficoltà economiche erano iniziate nel 2019 con un lungo cantiere di Publiacqua in via Santa Maria, per poi aggravarsi durante la pandemia. Accumulati alcuni arretrati nell’affitto, le titolari avevano proposto di saldare il debito attraverso attività di lettura nelle Rsa di Montedomini, ipotesi che sarebbe stata respinta.

«Noi siamo insegnanti, quella era un’attività senza fini di lucro», ricorda Petrovich. Sul caso interviene la consigliera di Firenze Democratica Cecilia Del Re: «Non si comprende per quali ragioni una libreria che aveva creato comunità sia stata fatta chiudere per poi lasciare il fondo vuoto». Del Re annuncia quindi un’iniziativa per chiedere alla giunta quali indirizzi siano stati dati a Montedomini sulla gestione del patrimonio e verificare l’esistenza di altri casi simili a quelli di Villa Ogier e Tatatà. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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