Tutto esaurito all’Osservatorio di Arcetri per assistere all’attesa eclissi di Sole. Il pubblico aveva raggiunto la collina fiorentina per osservare insieme agli astronomi dell’Inaf l’allineamento tra Sole, Luna e Terra, ma il temporale e le nuvole hanno costretto ad annullare l’osservazione. La serata prevedeva anche un collegamento in diretta dalle Asturie con alcuni astronomi di Arcetri impegnati in Spagna.
«Pensate che il Sole è 400 volte più grande della Luna e cento volte più grande della Terra – ha spiegato l’astronomo e ricercatore Giovanni Poggiali – ma la Luna, essendo così vicina al nostro pianeta, riesce a coprire completamente il cono di luce». Per assistere nuovamente a un’eclissi di questa intensità dall’Italia potrebbe essere necessario aspettare diversi anni, anche se già nel prossimo futuro saranno possibili fenomeni parziali visibili da alcune zone del Paese.
Nel frattempo gli appassionati possono consolarsi con le Perseidi, osservabili fino alla fine di agosto. «Lo sciame meteorico si ripete sempre in questo periodo. Basta guardare in direzione della costellazione di Perseo, trovando un luogo senza l’inquinamento luminoso che purtroppo abbiamo in città. Diciamo però che ovunque si guardi si può avere la speranza di vedere almeno una stella cadente», spiega Poggiali.
Proprio l’inquinamento luminoso impedisce ormai all’Osservatorio di Arcetri di effettuare gran parte delle osservazioni notturne. Gli astronomi fiorentini continuano però a lavorare sui dati raccolti dai telescopi situati altrove e tengono sotto controllo anche gli oggetti che si avvicinano alla Terra.
Tra questi c’è Apophis, l’asteroide che nell’aprile 2029 passerà a circa 32mila chilometri dal nostro pianeta. «Non dovremmo avere problemi d’impatto, ma non si sa mai: meglio tenerlo come osservato speciale», conclude Poggiali. Il passaggio sarà visibile da gran parte del pianeta e potrà essere seguito anche da Arcetri. Lo scrive la Nazione.
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