'Sono l'elemento stilistico più importante del progetto dell'architetto Savioli'

AGGIORNATA -  Sulle terrazze del ponte da Verrazzano "nessuna decisione è stata presa nei termini descritti", dalla capogruppo di Firenze democratica Cecilia Del Re. "L'alleggerimento dei camminamenti esterni è indicato tra gli interventi da approfondire e definire nel progetto esecutivo, insieme a una serie di opere di manutenzione e rafforzamento. Prima di parlare, sarebbe opportuno confrontarsi con i dati tecnici. La sicurezza del ponte e la tutela del suo valore architettonico non sono questioni da mettere una contro l'altra". Così Renzo Pampaloni (Pd), presidente della commissione urbanistica a Palazzo Vecchio risponde alla consigliera di minoranza.
    
E per quanto riguarda la durata dei lavori, aggiunge poi Pampaloni in replica al capogruppo della Lega Guglielmo Mossuto, "abbiamo finalmente un quadro tecnico dettagliato, tempi di intervento definiti e una progettazione che può procedere per stralci per accelerare ulteriormente i lavori. È questa la differenza tra governare un problema complesso e buttare parole al vento".
     
Secondo Pampaloni da parte degli esponenti dell'opposizione c'è "confusione" e "una lettura strumentale dei fatti". "Le verifiche - ribadisce - non potevano essere fatte prima dell'apertura del ponte Nencioni, perché avrebbero potuto comportare anche la chiusura del Verrazzano al traffico veicolare:" e "non sarebbe stato possibile farlo senza avere prima un'alternativa". E a chi contesta che siano state tardive, ribatte che "proprio la complessità del ponte ha richiesto una campagna di indagini estremamente approfondita, necessaria per conoscere anche le parti non direttamente accessibili".

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Grana terrazze sui lavori di rinforzo al ponte Giovanni da Verrazzano di Firenze, per costruirsci sopra l'infrastruttura per il trasporto tramviario. "L'auspicio è che la Soprintendenza intervenga con determinazione per impedire la demolizione delle terrazze e garantire il mantenimento di questa parte storicamente significativa.

Difendere l'opera di Savioli significa difendere la memoria architettonica contemporanea di Firenze e la sua capacità di guardare al futuro senza rinnegare il proprio patrimonio". E' quanto si augurano la capogruppo di Firenze democratica in Consiglio comunale Cecilia Del Re e il consigliere del Q3 Roberto Visciola, dopo che l'amministrazione ieri ha ipotizzato la sostituzione con una struttura metallica più leggera.

     
Le terrazze, spiegano, "sono l'elemento stilistico più importante del ponte progettato dall'architetto Leonardo Savioli, allievo di Michelucci e tra i principali esponenti della cosiddetta Scuola Toscana", "Pensate come piccoli teatri all'aperto affacciati sull'Arno e distanziati dal traffico, rappresentano la firma architettonica di Savioli e il suo intento di ricucire il rapporto tra città e fiume. Eliminandole si cancella non solo una parte essenziale dell'opera, ma anche un valore culturale e urbano che ha contribuito a definire l'identità moderna di Firenze".

    
I due esponenti di Fd, commentando più in generale l'esito della super perizia sul ponte parlano di "indagini tardive" e di "narrazione fuorviante" da parte dell'amministrazione comunale. "I lavori annunciati saranno comunque significativi, sia per costi che per durata, con aggravio dei disagi per la cittadinanza e le attività della zona".
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