Ferragosto porta una svolta per il Castello di Sammezzano. La Soprintendenza ha concesso le autorizzazioni necessarie per avviare il vero e proprio restauro della straordinaria proprietà di Leccio, nel Comune di Reggello. Subito dopo Ferragosto partirà il cantiere per la messa in sicurezza dell’immobile, rimasto per circa trent’anni in stato di abbandono. I proprietari Ginevra Moretti e il marito Maximilian Fane hanno già individuato le ditte specializzate che si occuperanno degli interventi.
La prima fase interesserà facciata, tetto, lucernari e finestre, con l’obiettivo di mettere in sicurezza il castello prima dell’inverno. Parallelamente prosegue il lavoro sul grande parco storico, che ospita oltre 440 alberi monumentali. È stata completata una mappatura delle piante, tra sequoie, cedri atlantici, lecci e numerose specie protette, per verificarne le condizioni e programmare gli interventi necessari. Proprio il parco potrebbe essere la prima parte della tenuta a tornare accessibile al pubblico.
Castello e giardino, tuttavia, resteranno per il momento chiusi. Sono già stati eseguiti alcuni interventi sulla strada, sui fossati, sulla vegetazione pericolante e sul laghetto, ma l'apertura del cantiere renderà l'area ancora più inaccessibile per ragioni di sicurezza. La proprietà indica però un traguardo preciso: riaprire Sammezzano al pubblico nell’autunno del 2028. «Appena possibile saremo noi i più felici di accogliere le persone a Sammezzano, che abbiamo acquistato per restituirlo a tutti», spiega Ginevra Moretti.
La famiglia Moretti è proprietaria della tenuta dal luglio 2025, quando l’ha acquistata per 18 milioni di euro, mettendo in programma altri 80 milioni per il recupero complessivo. Il castello rappresenta uno dei più importanti esempi italiani di architettura orientalista. Il suo aspetto attuale si deve soprattutto a Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, che tra il 1853 e il 1889 trasformò profondamente l’edificio e realizzò il parco. Dopo essere stato anche albergo e ristorante, Sammezzano era rimasto per decenni senza un futuro. Adesso, con l’avvio del restauro, comincia una nuova fase della sua storia. Lo scrive la Nazione.
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