Critiche al progetto e alla nuova strada. «Quegli otto ettari dovrebbero dare ossigeno alla città»

«Percorso informativo partecipato? È un inganno, un ossimoro». Roberto Budini Gattai, urbanista e portavoce del comitato delle antiche famiglie fiorentine, boccia il percorso scelto per accompagnare la trasformazione delle ex Ogr. Secondo l’urbanista, una vera partecipazione dovrebbe consentire ai cittadini di incidere sulle decisioni, mentre in questo caso «il cittadino verrà informato di decisioni già prese». Il rischio, sostiene, è che ai fiorentini venga lasciata soltanto la possibilità di esprimersi su aspetti marginali.

Le critiche riguardano anche la filosofia dell’intervento. Per Budini Gattai i tre nuovi ponti pedonali sul Fosso Macinante rappresentano «il minimo sindacale», mentre contesta la scelta di realizzare 42mila metri quadrati di superficie utile lorda in un’area che, a suo giudizio, dovrebbe invece «dare ossigeno a una città già troppo costruita». Critico anche sul tema abitativo: «Firenze non ha bisogno di nuove case, neppure popolari», sostiene, indicando come alternativa il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato.

La proposta è trasformare gli otto ettari delle ex Ogr in un grande spazio verde, mantenendo la parte storica dei capannoni per realizzare un centro culturale dedicato a biotecnologie e intelligenza artificiale e affiancandolo a una darsena e a una piscina pubblica. «Con questi cambiamenti climatici, con estati sempre più insopportabilmente calde, fare scelte diverse è follia», afferma Budini Gattai.

Le opposizioni intervengono anche sulla futura viabilità. Dmitrij Palagi (Spc) richiama le osservazioni di Arpat sui benefici ambientali del nuovo asse stradale e sulla necessità di valutare anche l’ipotesi di non realizzarlo. Antonella Bundu (Toscana Rossa) critica invece il Comune per aver ritirato l’istanza di verifica relativa alla Pistoiese-Rosselli e, sulle ex Ogr, sostiene che «il Comune doveva ascoltare i cittadini prima di lasciare alla proprietà la possibilità di partire da un progetto già impostato». Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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