Omelia di Gambelli indica impegno della Chiesa ed esorta battezzati a dare contributo

"Dio non è stato da solo a rispettare e proteggere la volontà di Maria. Giuseppe è colui che ha saputo sottrarsi alla logica patriarcale dell'onore e del possesso e ha custodito Maria dalla violenza dei giudizi della società. Questo duplice rispetto, divino e umano, della libera volontà di Maria, permette la missione di Gesù il cui atteggiamento di fondo scardina ogni logica di prevaricazione". Lo ha detto, in un lungo passaggio dedicato alla condizione della donna, l'arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, nell'omelia proclamata in Cattedrale per la Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria.
      
"Il Signore non si è mai imposto a nessuno dei suoi interlocutori e - scandalosamente - a nessuna delle sue interlocutrici", "questo inedito atteggiamento genera Salvezza - ha spiegato Gambelli rispetto a una lettura dell'Apocalisse - Questo atteggiamento Gesù lo ha appreso nel dialogo con Dio ma è anche frutto dell'educazione ricevuta da Maria e Giuseppe". Tuttavia "anche se Maria è stata rispettata e custodita nella sua libertà, nel mistero della sua Assunzione trovano posto tutte le ferite della nuova umanità simboleggiata dalla donna di Apocalisse 12 e tutte le lotte da cui prorompe la gratitudine del Magnificat". Quindi, ha sottolineato Gambelli, "la Chiesa è chiamata a rinnovarsi ma non può limitarsi a se stessa! La Chiesa è presente, perché vi sono i battezzati, in tanti luoghi di lavoro in cui ancora vige un privilegio maschile". Inoltre "la Chiesa può entrare in contatto con donne vittime di violenza", "occorre un impegno comune per scardinare la mentalità di possesso e sopraffazione, di non amore, che conduce a sofferenze psicologiche e fisiche tante donne fino alle tragedie". "Non si può tacere, poi, dello sfruttamento sessuale - prosegue - Costringere donne senza tutele, non di rado minorenni, a prostituirsi è peccato gravissimo compiuto da chi organizza e da chi paga, è una forma di schiavitù".

     
"C'è alla base una missione educativa - fa osservare monsignor Gambelli - Sono tante le istanze, nei social, nella musica e persino in alcune leadership politiche globali che veicolano modelli sballati di rapporto donna-uomo. Si registrano, nel discorso pubblico, gravi regressi. Dobbiamo accompagnare le giovani generazioni perché non siano ingannate" e "occorre una Chiesa capace di riconoscere la fatica delle donne che si alzano in piedi".
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