Il calo delle vocazioni in Italia rende sempre più difficile garantire una presenza sacerdotale costante, soprattutto nelle aree rurali e montane. A colmare questo vuoto sono oggi molti sacerdoti provenienti dall’Africa. Tra loro c'è don Vincent Souly, la cui storia è stata recentemente raccontata dal New York Times. Arrivato nella Val di Bisenzio, in Toscana, il parroco ha superato le diffidenze iniziali costruendo un legame caloroso con la comunità di Vernio (Prato). Di recente il suo impegno è persino raddoppiato: ai suoi incarichi si è aggiunta la gestione di altre due parrocchie nel comune di Cantagallo.
Nato in Burkina Faso e cresciuto in Costa d’Avorio, don Vincent è stato ordinato sacerdote nel 2004. Nel 2007 si è trasferito a Roma grazie a una borsa di studio vaticana in diritto canonico; per mantenersi, ha iniziato a lavorare come viceparroco nel Nord Italia prima di approdare in Toscana. Dopo il dottorato nel 2014, ha scelto di restare in Italia. Oggi guida ben quattro parrocchie: Sant’Antonio da Padova (Mercatale di Vernio), Santi Ippolito e Cassiano (Vernio), San Biagio (Cantagallo) e San Michele Arcangelo (Luicciana).
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