La critica al sistema di mobilità: «Firenze non è più la città dei suoi abitanti, ma una città pensata per gli altri»

La tramvia fiorentina sarebbe un mezzo pensato soprattutto per i cosiddetti city users: lavoratori, studenti e turisti che frequentano Firenze senza risiedervi. I percorsi, lunghi e rigidi, collegano principalmente periferia e centro e risulterebbero poco adatti agli spostamenti quotidiani dei residenti. Difficile, secondo questa lettura, immaginare un fiorentino che utilizzi il tram per fare la spesa o per muoversi all’interno della città storica.

Il problema non sarebbe però soltanto la struttura della rete, ma la trasformazione vissuta da Firenze. Da città con una dimensione più provinciale, dove le relazioni quotidiane contribuivano anche alla percezione di sicurezza, il capoluogo sarebbe diventato «un grande parco giochi per turisti». Da qui la provocazione: «La tramvia è il suo trenino». Un servizio utile nella cosiddetta “grande Firenze”, ma meno vicino alle necessità di chi abita stabilmente in città.

Il paragone è con Milano, dove la metropolitana viene descritta come capillare e concepita per le esigenze dei residenti. A Firenze, invece, la scelta della tramvia avrebbe comportato pesanti conseguenze sulla viabilità ordinaria e sul verde urbano senza rispondere davvero alle necessità dei cittadini: «Firenze non è più la città dei suoi abitanti, ma è una città pensata per gli altri. E anche i suoi servizi lo sono». Lo scrive la Nazione. 

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