Trenta milioni non bastano. Su questo, almeno per il momento, la Fiorentina è stata chiarissima. Il Como ha fatto la prima mossa ufficiale per Moise Kean mettendo sul tavolo 5 milioni per il prestito oneroso e altri 25 per l'obbligo di riscatto. Totale: 30 milioni. La risposta arrivata dal Viola Park è stata negativa. Ma attenzione, perché il vero punto non è il no della Fiorentina alla prima offerta. Il vero punto è capire cosa succederà se il Como tornerà alla carica mettendo sul tavolo 40, magari 45 milioni di euro.
Ed è proprio qui che comincia il grande dilemma viola: conviene davvero vendere Moise Kean?
Partiamo dai motivi per dire sì.
Il primo, inevitabilmente, è economico. Davanti a un'offerta da 40 o 45 milioni, la Fiorentina avrebbe la possibilità di realizzare una cessione molto importante e di mettere nelle mani di Fabio Paratici un'altra cifra considerevole da reinvestire sul mercato. Non stiamo parlando dei 30 milioni offerti adesso dal Como, giudicati insufficienti, ma di una proposta fuori mercato, o comunque abbastanza importante da costringere il club a riflettere.
E questa Fiorentina ha già dimostrato di voler investire. La squadra è stata profondamente rinnovata, sono arrivati giocatori importanti e un'eventuale cessione di Kean potrebbe permettere a Paratici di completare ulteriormente la rosa. Magari con un nuovo centravanti, ma anche con quei rinforzi che Fabio Grosso aspetta ancora negli altri reparti.
C'è poi un secondo elemento: la volontà del giocatore.
Kean non sta chiedendo la cessione. Anzi. Ha preso la maglia numero 9, ha segnato subito contro il Benevento in Coppa Italia e sembra aver ritrovato entusiasmo dopo una stagione complicata dagli infortuni. Ma allo stesso tempo non chiuderebbe la porta al Como. Cesc Fabregas lo considera uno dei profili ideali per il suo attacco, gli garantirebbe un ruolo da protagonista e soprattutto gli offrirebbe la possibilità di giocare la Champions League.
Insomma, non ci sarebbe il rischio di trattenere a Firenze un giocatore controvoglia, ma nemmeno quello di cedere un calciatore che sta spingendo per andarsene. Una situazione che, almeno sulla carta, consente alla Fiorentina di avere il coltello dalla parte del manico.
Fin qui i motivi per valutare una cessione. Ma poi ci sono i contro. E probabilmente sono ancora più pesanti.
Il primo ha un nome e un cognome: Moise Kean.
Perché un conto è incassare 40 o 45 milioni, un altro è trovare, il 18 agosto, un centravanti altrettanto forte. La Fiorentina ha già acquistato Mateo Pellegrino, ma l'argentino era stato individuato per completare il reparto e numericamente per prendere il posto di Piccoli. Se partisse Kean servirebbe quindi un altro numero nove. E non uno qualsiasi: servirebbe un attaccante capace di caricarsi sulle spalle l'attacco della Fiorentina.
Sono circolati i nomi di Lorenzo Lucca e Andrea Pinamonti. Il primo, però, avrebbe una valutazione vicina ai 30 milioni. E qui nasce una domanda molto semplice: ha senso vendere Kean per 40 milioni per spenderne magari 30 per il suo sostituto?
Perché il valore di Kean non è soltanto economico.
Grosso lo considera un punto di riferimento. La Fiorentina gli ha consegnato la maglia numero 9 e il giocatore ha risposto segnando subito alla prima partita ufficiale. Soprattutto, Kean ha caratteristiche difficili da sostituire: forza fisica, profondità, capacità di attaccare lo spazio e di vivere anche da solo contro una difesa avversaria.
E poi c'è una questione di ambizione.
La Fiorentina viene da una stagione difficilissima, ma durante l'estate ha costruito una squadra che ha riacceso l'entusiasmo di Firenze. Cedere adesso uno dei giocatori più importanti rischierebbe inevitabilmente di cambiare la percezione del mercato viola. Perché se hai costruito per alzare il livello, perdere il tuo centravanti a pochi giorni dall'inizio del campionato rappresenterebbe una scommessa enorme.
C'è infine il fattore tempo.
Mancano appena due settimane alla chiusura del mercato. Più il Como aspetta per rilanciare e più diventa complicato per la Fiorentina accettare. Perché Paratici dovrebbe trovare un sostituto, trattare con il club proprietario del cartellino, raggiungere l'accordo con il giocatore e farlo nel momento in cui tutti saprebbero che la Fiorentina ha appena incassato decine di milioni dalla cessione di Kean.
E allora torniamo alla domanda iniziale: Kean va ceduto oppure no?
A 30 milioni, la risposta della Fiorentina è stata semplice: no.
A 40 milioni comincerebbe probabilmente la riflessione.
A 45, forse, diventerebbe davvero difficile non sedersi intorno a un tavolo.
Ma il prezzo di un giocatore non coincide sempre con il valore che quel giocatore ha per una squadra. Ed è questo il punto centrale della vicenda. Perché la Fiorentina può anche stabilire che Kean valga 40 o 45 milioni sul mercato. Ma poi deve chiedersi quanto costerebbe, oggi, trovare un altro Kean.
Il Como ha fatto la sua prima mossa. Fabregas vuole il centravanti viola e la Champions può tentare il giocatore. Adesso la palla passa nuovamente al club lariano.
La sensazione è che questa storia sia appena cominciata. E che la prossima offerta possa mettere davvero la Fiorentina davanti a una scelta: incassare una grande cifra oppure difendere uno dei simboli tecnici della Fiorentina del centenario.
Perché vendere Kean può essere un grande affare.
Ma solo a una condizione: sapere già come sostituirlo.
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