Successi internazionali, iscrizioni in aumento e sempre più bambini pronti a tuffarsi in vasca. Il nuoto fiorentino vive un momento d’oro, trascinato dalle imprese di atleti come Lorenzo Zazzeri, Leonardo Deplano, Filippo Megli, Matteo Restivo e Ginevra Taddeucci.
Una crescita certificata anche dall’indice di sportività 2026 del Sole 24 Ore, che ha indicato Firenze come capitale italiana del nuoto. I risultati dei campioni stanno producendo effetti anche sulla base del movimento.
«I risultati ottenuti danno sicuramente luogo a una crescita di domanda che proviene dalla base, ma gli effetti si misurano anche nei livelli intermedi», spiega Andrea Pieri, presidente facente funzioni della Federazione Italiana Nuoto e presidente della Rari Nantes Florentia. Anche i ragazzi che in passato avrebbero abbandonato l’attività, sottolinea, oggi sono maggiormente stimolati a proseguire grazie ai successi italiani.
I numeri confermano il boom. «Alla Rari Nantes nel 2026 abbiamo raggiunto seimila iscritti ai corsi di nuoto, registrando un +20% rispetto allo scorso anno a livello di attività giovanile», spiega Pieri. La società rappresenta circa l’85-90% degli atleti che praticano nuoto in città.
All’entusiasmo, però, si contrappone un problema sempre più urgente: la carenza di impianti e gli elevati costi di gestione. «Non sappiamo come fare a tenere aperta la piscina di Lungarno Ferrucci», avverte Pieri. A complicare la situazione ci sono le chiusure della piscina dello stadio e di quella di San Marcellino. «La piscina di Bellariva resta l’unico impianto con vasca da 50 metri. Siamo in difficoltà».
Un aiuto potrebbe arrivare dal complesso Tropos di via Orcagna, che tornerà nella piena disponibilità del Comune entro agosto 2027 e garantirà a Firenze una piscina pubblica in più.
Nel frattempo Palazzo Vecchio punta a sfruttare al massimo le strutture esistenti. «L’obiettivo è ottimizzare gli spazi a disposizione», spiega l’assessora allo Sport Letizia Perini. Ulteriori risposte dovrebbero arrivare con la piscina Paganelli e il nuovo impianto Pegaso, previsti entro la fine del 2027.
Resta anche il nodo della piscina di San Bartolo a Cintoia, dove i ritardi nei lavori hanno fatto perdere una parte dei finanziamenti Pnrr. «Nel frattempo sono scattate le penali per la ditta e così riusciremo ad ammortizzare le spese», assicura Perini.
Sul problema dei costi di gestione, l’assessora sottolinea come gli impianti natatori siano particolarmente onerosi: «Il Comune fa il possibile, ma una soluzione è difficile se a livello nazionale non arriva un aiuto economico».
Problemi strutturali che, almeno per il momento, non frenano la crescita del movimento. «I risultati portano entusiasmo – conclude Perini – e quando aumenta il numero di bambini e ragazzi che fanno sport è sempre un segnale positivo». Lo scrive la Nazione.
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