Dopo la conquista della medaglia d'oro agli Europei di Birmingham con una prestazione da 22,31 metri, Leonardo Fabbri si è confermato ai vertici dell'atletica internazionale. Raggiunto telefonicamente al suo arrivo in Polonia per la tappa di Diamond League a Chorzów, il 29enne fiorentino ha espresso il sollievo per un successo arrivato al termine di una gara vissuta con forte tensione emotiva. Essere il favorito della vigilia ha fatto salire la pressione, poi superata ritrovando le motivazioni della childhood e la passione per lo sport.
Il momento della premiazione ha visto l'atleta indossare una corona d'oro portata in gara nel borsone, un gesto goliardico pensato per regalare uno spettacolo al pubblico, sulla scia dell'elmetto mostrato in precedenza a Roma. Nel corso dell'intervista Fabbri ha ripercorso le tappe della sua carriera, iniziata a soli sei anni grazie all'insistenza del padre, fino ai periodi più complessi come la ripartenza dopo le Olimpiadi di Parigi insieme al tecnico Paolo Dal Soglio.
Il primatista azzurro ha descritto anche la complessa routine quotidiana, divisa tra la meditazione costantemente praticata da cinque anni e le intense sessioni di allenamento, svolte in parte in una struttura privata realizzata sotto casa per supplire alla carenza di impianti al coperto. Non mancano infine i riferimenti alle passioni personali, dal collezionismo alla fede calcistica per la Fiorentina, e il profondo legame con la sua città natale, di cui rimpiange i luoghi simbolo ma non le recenti criticità legate ai cantieri urbani.
Condividi
Attiva i cookies













