Tramvia 3.2.2, allarme alberi a Campo di Marte: il progetto prevede 428 abbattimenti
Palazzo Vecchio promette centinaia di nuove piante
24Ago202607:23
L'arrivo della tramvia 3.2.2 Libertà-Rovezzano riaccende il dibattito sul verde a Campo di Marte e Coverciano. Secondo la relazione tecnica allegata al progetto definitivo, lungo il tracciato sono previsti 428 abbattimenti su 1.526 alberature complessive, anche se il piano è destinato a essere rivisto. I tagli riguarderebbero soprattutto le zone vicine alle future fermate, comprese aree densamente abitate come viale dei Mille e Coverciano.
Palazzo Vecchio assicura però che il bilancio finale sarà positivo. L'assessore alla Mobilità Andrea Giorgio spiega che diversi alberi sono già stati salvaguardati modificando il progetto, anche attraverso il rialzo della sede tranviaria. Un gruppo di lavoro sta preparando ulteriori modifiche con l'obiettivo di arrivare a «centinaia di alberi in più» rispetto a quelli abbattuti. Le nuove piante, inoltre, saranno acquistate in anticipo e fatte crescere in vivaio per tre anni, così da poterle mettere a dimora già di dimensioni maggiori.
Le opposizioni chiedono però maggiori garanzie. Il capogruppo di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi teme che parte delle compensazioni possa essere realizzata in aree già verdi o lontane dai quartieri maggiormente interessati dai tagli. La richiesta è di conoscere l'effettiva superficie delle nuove chiome e il loro impatto sull'ombra e sulle isole di calore, chiedendo di estendere a Campo di Marte e Coverciano l'accordo quadro già applicato a Firenze Nova.
Il tema si inserisce in una questione più ampia. Secondo i dati di SuoloData, Firenze perde mediamente circa 2,5 ettari di suolo verde all'anno e nel 2024 il 41,99% della superficie cittadina risultava artificiale. L'impermeabilizzazione avrebbe comportato una perdita di capacità di assorbimento stimata in 10,8 milioni di litri di acqua piovana. Il Comune ha avviato interventi di depaving, eliminando finora oltre 10mila metri quadrati di asfalto, ma il confronto sul futuro verde della città resta aperto. Lo scrive la Nazione.
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